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	<title>ANAC Archivi - Actainfo</title>
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	<title>ANAC Archivi - Actainfo</title>
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	<item>
		<title>Anac: 10 Schemi per dichiarazioni di inconferibilità e incompatibilità</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/modelli-standardizzati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 17:59:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[rpct]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la delibera n. 92 dell’11 marzo 2026, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha approvato dieci modelli standardizzati per la redazione delle dichiarazioni relative alla insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi, come previsto dall’art. 20 del d.lgs. 39/2013. Questi strumenti&#160; sono frutto di un confronto con il Garante per la protezione dei dati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="14649" class="elementor elementor-14649">
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									<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Con la <strong>delibera n. 92 dell’11 marzo 2026</strong>, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha approvato dieci modelli standardizzati per la redazione delle dichiarazioni relative alla insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi, come previsto dall’<strong>art. 20 del d.lgs. 39/2013</strong>. Questi strumenti&nbsp; sono frutto di un confronto con il Garante per la protezione dei dati personali, l’Istat, l’Agid e la Conferenza unificata, nonché di una consultazione pubblica.&nbsp;<br>Sono stati pensati per agevolare le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici e gli enti di diritto privato in controllo pubblico nell’adempimento degli obblighi dichiarativi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p><strong>Un supporto per Rpct e soggetti interessati</strong><br>I dieci modelli, distinti per tipologia di ente, si suddividono in cinque schemi per la dichiarazione sull’assenza di cause di inconferibilità e cinque per quella sull’assenza di cause di incompatibilità.&nbsp;<br>Tra questi, sono previsti moduli specifici per gli enti del servizio sanitario, in relazione ai dirigenti non medici o agli incarichi di direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo e direttore socio-sanitario.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>L’obiettivo è duplice: semplificare la compilazione per i soggetti interessati e agevolare l’attività di controllo dei Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza (<strong>Rpct</strong>). <br>Gli schemi, uniformi e di facile utilizzo, contribuiranno inoltre a migliorare la gestione della sezione <em><strong>Amministrazione/Società Trasparente</strong></em> dei siti web istituzionali, dove le dichiarazioni devono essere pubblicate. <br>A tal fine, Anac ha previsto l’<strong>oscuramento</strong> <strong>preventivo</strong> della firma autografa del sottoscrittore, in ottemperanza alla normativa sulla protezione dei dati personali.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p><strong>Sperimentazione e miglioramento continuo</strong><br>I modelli dichiarativi saranno oggetto di una s<strong>perimentazione volontaria</strong> della durata di <strong>12 mesi</strong>, a partire dalla pubblicazione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale.&nbsp;<br>Al termine di questo periodo, gli schemi potranno essere aggiornati e migliorati sulla base dei rilievi e delle esperienze delle amministrazioni coinvolte.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p><strong>Indicazioni operative e vigilanza</strong><br>La tematica delle dichiarazioni di inconferibilità e incompatibilità è stata recentemente affrontata anche con la delibera n. 464 del 26 novembre 2025, con cui Anac ha fornito indicazioni aggiornate sull’esercizio del potere di vigilanza e accertamento. In particolare, è stata sottolineata l’importanza di dettagliare, nel Piano integrato di attività e organizzazione (<strong>Piao</strong>) o nel Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza (<strong>Ptpct</strong>), le modalità per l’acquisizione e la verifica delle dichiarazioni. <br>L’Autorità ha, inoltre, ribadito l’obbligo di sottoporre il modulo di dichiarazione al soggetto interessato, <strong>preferibilmente previa informativa</strong> chiara, e di pubblicare le dichiarazioni nella sezione <em>Amministrazione/Società Trasparente</em> del sito istituzionale.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p><strong>Pareri preventivi e tutela</strong><br>Le amministrazioni possono richiedere un <strong>parere preventivo </strong>ad Anac prima del conferimento di un incarico, presentando una richiesta sottoscritta dal legale rappresentante o dal Rpct. <br>Sebbene il parere dell’Autorità non sia vincolante, in caso di discostamento dall’interpretazione fornita e di successiva segnalazione, Anac potrà avviare un’attività di vigilanza.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p><strong>Come accedere ai modelli</strong><br>I dieci modelli dichiarativi sono disponibili sul sito istituzionale di Anac, sia come <strong>allegati </strong>alla delibera n. 92/2026 che nella sezione tematica dedicata alla materia dell’inconferibilità e incompatibilità degli incarichi.&nbsp;<br>Questi strumenti rappresentano un ulteriore passo verso la semplificazione degli adempimenti e la promozione della trasparenza nella pubblica amministrazione.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Per ulteriori informazioni, è possibile consultare la delibera e i relativi allegati cliccando sul seguente link:<br><a href="https://www.anticorruzione.it/-/del.n.92-11.03.2026" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.anticorruzione.it/-/del.n.92-11.03.2026</a></p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Fonte: ANAC</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Sintesi elaborata da ActyAI di Actainfo&nbsp;<img decoding="async" class="alignnone wp-image-13954" src="https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2025/12/acty-Chatbot-AI-Actainfo-300x236-1.png" alt="ActyAI" width="32" height="25"><br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata da Dott. Igino Addari</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p></p>								</div>
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		<item>
		<title>ANAC &#8211; Linee Guida Whistleblowing canali interni di segnalazione</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/anac-linee-guida-whistleblowing-canali-interni-di-segnalazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 10:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[INTELLIGENZA ARTIFICIALE]]></category>
		<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ANAC &#8211; Autorità Nazionale Anticorruzione &#8211;  con delibera n. 478 del 26 novembre 2025, ha approvato le nuove Linee Guida in materia di whistleblowing sui canali interni di segnalazione.Questo documento rappresenta un passo fondamentale per garantire un&#8217;applicazione uniforme ed efficace della normativa sul whistleblowing, in linea con il decreto legislativo 10 marzo 2023, n. 24. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/anac-linee-guida-whistleblowing-canali-interni-di-segnalazione/">ANAC &#8211; Linee Guida Whistleblowing canali interni di segnalazione</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>ANAC &#8211; Autorità Nazionale Anticorruzione &#8211;  con delibera n. 478 del 26 novembre 2025, ha approvato le nuove <strong><a href="https://www.anticorruzione.it/-/news.12.12.2025.whistleblowing-linee-guida-canali-interni" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linee Guida in materia di whistleblowing sui canali interni di segnalazione</a></strong>.<br>Questo documento rappresenta un passo fondamentale per garantire un&#8217;applicazione uniforme ed efficace della normativa sul whistleblowing, in linea con il decreto legislativo 10 marzo 2023, n. 24.<br><br>   <strong>Premessa</strong><br><br>Le Linee Guida si inseriscono nel contesto del decreto legislativo 10 marzo 2023, n. 24, che recepisce la Direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2019. Questo decreto ha introdotto nuove disposizioni per la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell&#8217;Unione e delle disposizioni normative nazionali.<br><br>L&#8217;ANAC, con la delibera n. 311 del 12 luglio 2023, ha già fornito indicazioni sulla presentazione e gestione delle segnalazioni esterne. Le presenti Linee Guida integrano e completano quelle precedenti, fornendo indicazioni specifiche sulla gestione dei canali interni di segnalazione.<br><strong><br>   Il Canale Interno di Segnalazione</strong><br><br>Il decreto legislativo n. 24 del 10 marzo 2023 prevede che all&#8217;interno degli enti siano attivati appositi canali per ricevere e gestire le segnalazioni. Questi canali devono garantire la riservatezza dell&#8217;identità della persona segnalante, della persona coinvolta e della persona menzionata nella segnalazione, nonché del contenuto della segnalazione e della relativa documentazione.<br><br>   <strong>La Disciplina del Canale Interno: Il Ruolo delle Organizzazioni Sindacali</strong><br><br>Il decreto legislativo n. 24/2023 prevede l&#8217;attivazione dei canali interni da parte dei soggetti del settore pubblico e privato, sentite le rappresentanze o organizzazioni sindacali. Le Linee Guida chiariscono che, con l&#8217;espressione &#8220;rappresentanze o organizzazioni sindacali&#8221;, si fa riferimento a quelle comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, alle rappresentanze sindacali aziendali ovvero alla rappresentanza sindacale unitaria (RSU) di cui all&#8217;art. 51 del d.lgs. n. 81/2015.<br><br> <strong>   Modalità di Effettuazione della Segnalazione</strong><br><br>La segnalazione può essere effettuata in forma scritta o orale. Gli enti devono garantire entrambe le modalità di presentazione delle segnalazioni. La forma scritta preferibilmente informatica, mentre la forma orale può essere effettuata attraverso linee telefoniche, sistemi di messaggistica vocale o incontri diretti.<br><br>  <strong>  Le Ipotesi Sanzionatorie Relative al Canale Interno di Segnalazione</strong><br><br>L&#8217;Autorità ha il potere di applicare una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro quando ravvisa, nei soggetti del settore pubblico e privato, la mancata istituzione dei canali di segnalazione, la mancata adozione di procedure per l’effettuazione e la gestione delle segnalazioni o la presenza di procedure non conformi a quanto previsto dagli artt. 4 e 5 del decreto.<br><br>   <strong>Il Gestore del Canale Interno e la Sua Attività</strong><br><br>Il decreto legislativo n. 24/2023 prevede che la gestione delle segnalazioni sia affidata ad una persona o a un ufficio dedicato interno all’ente, oppure a un soggetto esterno all’ente. I compiti e le responsabilità di tali soggetti, anche rispetto al trattamento dei dati personali, devono essere indicati e specificati dall’ente all’interno dell’atto organizzativo/MOG 231.<br><br><strong>    I Requisiti del Gestore</strong><br><br>Il gestore deve essere un soggetto in possesso del requisito di autonomia, che va declinata in termini di imparzialità e indipendenza. Il gestore deve essere specificamente formato e con una adeguata conoscenza del funzionamento dell’ente.<br><br>   <strong>La Gestione del Conflitto di Interessi e dell’Assenza del Gestore</strong><br><br>L’atto organizzativo/MOG 231 deve disciplinare le ipotesi di possibili conflitti di interessi in capo al gestore e quelle di assenza del gestore della segnalazione, individuando, per tali casi, un apposito sostituto.<br><br>  <strong>Indicazioni di Carattere Generale in Merito ai Canali Interni</strong><br><br>L’Autorità ritiene opportuno elaborare delle indicazioni di carattere generale in merito alla fornitura delle procedure informatizzate adottate dagli enti, all’affidamento della gestione del canale di segnalazione ad un soggetto esterno nonché alla condivisione del canale di segnalazione.<br><strong><br>    La Fornitura dell’Infrastruttura (Piattaforma Informatica)</strong><br><br>Ogni soggetto del settore pubblico e del settore privato può attivare il canale interno di segnalazione affidando la fornitura dell’infrastruttura (piattaforma informatica) ad un soggetto terzo (fornitore), con soluzione cloud oppure on-premise.<br><br>    <strong>L’Affidamento della Gestione del Canale di Segnalazione a un Soggetto Esterno</strong><br><br>Ogni soggetto del settore pubblico e del settore privato è tenuto a nominare il gestore del canale interno ai sensi dell’art. 4, co. 2, del d.lgs. n. 24/2023. La gestione del canale, comportando lo svolgimento di tutte le attività indicate all’art. 5 del d.lgs. n. 24/2023, implica inevitabilmente la gestione delle segnalazioni.<br><br><strong>    La Condivisione del Canale di Segnalazione</strong><br><br>Il d.lgs. n. 24/2023, nel recepire l’art. 8 della direttiva europea, ha previsto in determinati casi la facoltà di condividere il canale interno di segnalazione e la relativa gestione.<br><br><strong>   Attività del Gestore</strong><br><br>Il d.lgs. n. 24/2023 disciplina all’art. 5 l’attività del gestore del canale interno elencandone diverse fasi. Il gestore è tenuto a rilasciare alla persona segnalante un avviso di ricevimento della segnalazione entro sette giorni dalla data di ricezione. Il gestore deve mantenere le interlocuzioni con la persona segnalante e può richiedere a quest&#8217;ultima, se necessario, integrazioni.<br><br> <strong>  Codici di Comportamento</strong><br><br>La nuova disciplina whistleblowing incide inevitabilmente sui doveri di comportamento del personale, tanto nel settore pubblico quanto in quello privato. Le pubbliche amministrazioni devono inserire nei codici apposite disposizioni dedicate al whistleblowing, in cui richiamare i doveri di tutti i soggetti coinvolti.<br><br> <strong>  La Formazione</strong><br><br>Il d.lgs. n. 24/2023 sensibilizza gli enti e le amministrazioni ad avviare specifiche attività di formazione e informazione per garantire una gestione consapevole e accurata delle segnalazioni whistleblowing. Una formazione regolare e con cadenza periodica in materia è essenziale per creare una cultura di trasparenza e integrità all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione.<br><br> <strong>  Approfondimento 1: Disciplina Whistleblowing e Modello Organizzativo 231</strong><br><br>L’entrata in vigore del d.lgs. n. 24/2023 comporta, per gli enti che adottano un Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. n. 231/2001, un intervento su quest’ultimo affinché lo stesso risponda pienamente alla nuova disciplina in materia di whistleblowing.<br><br>   <strong>Approfondimento 2: Gruppi Societari</strong><br><br>Al di fuori della fattispecie della condivisione del canale nei soggetti privati fino a 249 lavoratori, il decreto non contempla disposizioni specifiche in merito alla possibilità di ricorrere alla condivisione all’interno dei gruppi di imprese. L’Autorità ritiene opportuno affrontare la tematica dei canali whistleblowing all’interno dei gruppi di imprese, sia di medie che di grandi dimensioni.<br><br><strong>   Approfondimento 3: Gli Enti del Terzo Settore (ETS) e il Whistleblowing</strong><br><br>Con l’art. 18 del d.lgs. n. 24/2023 il legislatore ha affidato un importante ruolo nell’ambito del whistleblowing agli Enti del Terzo settore. L’attività degli ETS consiste in un generale sostegno alla persona segnalante. Il ruolo degli ETS è, infatti, quello di promuovere la conoscenza della disciplina in esame e di accrescere la consapevolezza degli strumenti a disposizione, anche nell’ottica di migliorare la qualità delle segnalazioni.<br><br><strong>   Conclusione</strong><br><br>Le nuove Linee Guida rappresentano un passo fondamentale per garantire un&#8217;applicazione uniforme ed efficace della normativa sul <a href="https://www.actainfo.it/segnalazione-illeciti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">whistleblowing</a>. Gli enti pubblici e privati sono chiamati a rispettare le disposizioni contenute nel decreto legislativo 10 marzo 2023, n. 24, e a garantire la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell&#8217;Unione e delle disposizioni normative nazionali. </p>



<p>Sintesi elaborata da <strong>ActaAI</strong><br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata per Actainfo<br>da Dott. Igino Addari<br><br></p>



<p><br></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nuovi schemi di pubblicazione su Amministrazione trasparente</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/nuovi-schemi-amministrazione-trasparente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 16:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la delibera n. 495 del 25 settembre 2024 ANAC &#8211; Autorità Nazionale Anticorruzione &#8211; mette a disposizione nuovi schemi di pubblicazione per l&#8217;Amministrazione Trasparente, finalizzati a favorire gli enti pubblici nella gestione degli obblighi derivanti dal Dlgs. n. 33/2013 per i portali istituzionali. I nuovi schemi hanno la finalità di favorire la semplificazione delle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con la <a href="https://www.anticorruzione.it/-/delibera-n.-495-del-25-settembre-2024" target="_blank" rel="noreferrer noopener">delibera n. 495 del 25 settembre 2024</a> ANAC &#8211; Autorità Nazionale Anticorruzione &#8211; mette a disposizione <strong>nuovi schemi di pubblicazione</strong> per l&#8217;Amministrazione Trasparente, finalizzati a favorire gli enti pubblici nella gestione degli obblighi derivanti dal Dlgs. n. 33/2013 per i portali istituzionali.</p>



<p>I nuovi schemi  hanno la finalità di favorire la semplificazione delle attività di pubblicazione e consultazione dei dati, grazie a modalità uniformi di organizzazione, codificazione e rappresentazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Obiettivo principale: omogeneità e semplificazione</strong></h3>



<p>L&#8217;adozione dei nuovi schemi di pubblicazione ha come scopo principale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Standardizzazione</strong>: fornire modelli uniformi per la pubblicazione dei dati, in modo da ridurre le discrepanze e le difficoltà di accesso da parte dei cittadini.</li>



<li><strong>Facilitazione della consultazione</strong>: una rappresentazione omogenea dei dati consente un&#8217;interazione più agevole da parte del pubblico e favorisce la trasparenza amministrativa.</li>



<li><strong>Efficienza gestionale</strong>: gli enti pubblici, seguendo schemi predefiniti, possono ridurre i tempi e i costi legati alla conformità normativa.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. I tre schemi approvati</strong></h3>



<p>Gli <strong>schemi approvati</strong>, obbligatori al termine del <strong>periodo transitorio di 12 mesi</strong>, riguardano:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Utilizzo delle risorse pubbliche (Allegato n. 1)</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>Pubblicazione dettagliata di come vengono impiegati i fondi pubblici.</li>



<li>Trasparenza su finanziamenti, spese e rendicontazioni.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Organizzazione delle pubbliche amministrazioni (Allegato n. 2)</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>Struttura organizzativa, personale e incarichi.</li>



<li>Mappatura chiara delle responsabilità e della governance interna.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Controlli sull’organizzazione e sull’attività dell’amministrazione (Allegato n. 3)</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>Verifiche sulla correttezza e sull’efficienza amministrativa.</li>



<li>Pubblicazione dei report di audit e monitoraggio interno.</li>
</ul>
</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Confronto preliminare e approccio collaborativo</strong></h3>



<p>La delibera è il risultato di un confronto con enti rilevanti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>AgID</strong>: per garantire compatibilità con le infrastrutture digitali.</li>



<li><strong>ISTAT</strong>: per la coerenza statistica e informativa.</li>



<li><strong>Garante per la protezione dei dati personali</strong>: per assicurare la conformità al GDPR.</li>



<li><strong>Conferenza Unificata</strong>: per tenere conto delle esigenze degli enti locali.</li>
</ul>



<p>Questo approccio interistituzionale dimostra una visione integrata e coordinata per migliorare la trasparenza amministrativa.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Periodo transitorio e istruzioni operative</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Le amministrazioni avranno <strong>12 mesi per adeguarsi</strong> ai nuovi schemi, un tempo ragionevole per adattare i propri sistemi.</li>



<li>Le <strong>istruzioni operative</strong> (Allegato n. 4) accompagnano i modelli con linee guida pratiche, riducendo il margine di errore nell’implementazione.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Sperimentazione di ulteriori dieci schemi (Allegati 5-14)</strong></h3>



<p>ANAC introduce un’importante <strong>fase sperimentale</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Durata: <strong>12 mesi</strong> su base volontaria.</li>



<li>Coinvolgimento: enti e amministrazioni possono contribuire inviando osservazioni per perfezionare i modelli.</li>



<li>Riferimenti tematici:
<ul class="wp-block-list">
<li>Normativa e atti amministrativi generali.</li>



<li>Valutazione delle performance e distribuzione premi.</li>



<li>Sovvenzioni, bilancio e monitoraggio obiettivi.</li>



<li>Procedimenti amministrativi e servizi erogati.</li>



<li>Gestione di emergenze con deroghe legislative.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p>Questa fase di sperimentazione è essenziale per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Valutare l’applicabilità pratica dei nuovi schemi.</li>



<li>Raccogliere feedback dai soggetti coinvolti e raffinare i modelli prima della loro eventuale approvazione definitiva.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>6. Implicazioni per la trasparenza amministrativa</strong></h3>



<p>Questa delibera si inserisce nel quadro degli obblighi previsti dal <strong>D.Lgs. 33/2013</strong> sulla trasparenza amministrativa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rafforza il diritto dei cittadini di accedere alle informazioni pubbliche.</li>



<li>Incrementa la responsabilità degli enti nella gestione dei dati.</li>



<li>Promuove una cultura di <strong>anticorruzione</strong> e accountability attraverso la visibilità delle azioni amministrative.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>7. Raccomandazioni per gli enti pubblici</strong></h3>



<p>Per adempiere efficacemente agli obblighi introdotti dalla delibera, gli enti pubblici dovrebbero:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Organizzare una task force interna</strong> per l’adeguamento.</li>



<li><strong>Formare il personale</strong> sulla corretta implementazione degli schemi.</li>



<li><strong>Verificare periodicamente i dati pubblicati</strong>, per garantirne la qualità e la completezza.</li>



<li><strong>Partecipare attivamente alla sperimentazione</strong> degli schemi volontari, fornendo feedback utili.</li>
</ol>



<p>Certamente si prevede  un consistente lavoro preparatorio e di sperimentazione per aggiornare gli applicativi utilizzati per la gestione dell&#8217;Amministrazione Trasparente, con il coinvolgimento del personale dell&#8217;ente pubblico da formare per una funzione che richiederà un più alto grado di conoscenze e controlli.</p>



<p>Igino Addari</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/nuovi-schemi-amministrazione-trasparente/">Nuovi schemi di pubblicazione su Amministrazione trasparente</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scade il 31 gennaio 2025 la Relazione annuale Rpct</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/relazione-annuale-rpct-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Nov 2024 15:48:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il differimento del termine di scadenza della Relazione annuale del Rpct è determinato dall’esigenza di consentire ai Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza di svolgere adeguatamente tutte le attività connesse alla predisposizione della sezione anticorruzione e trasparenza del Piao (Piano integrato di attività e organizzazione) o dei Piani triennali di prevenzione della corruzione e della trasparenza (Ptpct).  In questa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il differimento del termine di scadenza della Relazione annuale del Rpct è determinato dall’esigenza di consentire ai <strong>Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza</strong> di svolgere adeguatamente tutte le attività connesse alla predisposizione della sezione anticorruzione e trasparenza del <strong>Piao</strong> (<strong>Piano integrato di attività e organizzazione</strong>) o dei <strong>Piani triennali di prevenzione della corruzione e della trasparenza</strong> (<strong>Ptpct</strong>). </p>



<p>In questa pagina sono pubblicate, unitamente al&nbsp;<a href="https://www.anticorruzione.it/-/comunicato-presidente-del-29-ottobre-2024" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicato del Presidente</a>, la&nbsp;<strong>scheda per la redazione della relazione</strong>&nbsp;da parte degli <strong>Rpct</strong>&nbsp;e le&nbsp;<strong>istruzioni per la compilazione</strong>. </p>



<p>In alternativa, gli&nbsp;<strong>Rpct</strong>&nbsp;che utilizzano la&nbsp;<a href="https://www.anticorruzione.it/-/piattaforma-di-acquisizione-dei-piani-triennali-per-la-prevenzione-della-corruzione-e-della-trasparenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piattaforma di acquisizione dei Piani triennali per la prevenzione della corruzione e la trasparenza</a>&nbsp;(<strong>Ptpct</strong>) possono usufruire del servizio di generazione automatica della relazione annuale dopo aver completato l’inserimento dei dati relativi agli stessi&nbsp;<strong>Ptpct</strong>&nbsp;o alla sezione anticorruzione e trasparenza del&nbsp;<strong>Piao</strong>&nbsp;e alle misure di attuazione.&nbsp;</p>



<p>Fonte ANAC</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vademecum sugli affidamenti diretti Gare e Appalti</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/vademecum-affidamenti-diretti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2024 16:22:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione nell’adunanza del 30 luglio 2024 ha approvato il Vademecum informativo per gli affidamenti diretti di lavori di importo inferiore a 150.000,00 euro, e di forniture e servizi di importo inferiore a 140.000 euro. Data l’attuale rilevanza sia in termini numerici che economici degli affidamenti diretti nel settore degli appalti pubblici – evidenziata anche nella&#160;relazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" id="p0">Il <strong>Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione</strong> nell’adunanza del 30 luglio 2024 ha approvato il <a href="https://www.anticorruzione.it/-/vademecum.affidamenti.diretti.30.07.24" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vademecum informativo</a> per gli affidamenti diretti di lavori di importo inferiore a 150.000,00 euro, e di forniture e servizi di importo inferiore a 140.000 euro.</h2>



<p>Data l’attuale rilevanza sia in termini numerici che economici degli affidamenti diretti nel settore degli appalti pubblici – evidenziata anche nella&nbsp;<a href="https://www.anticorruzione.it/-/relazione.annuale.2024" rel="noreferrer noopener" target="_blank">relazione annuale dell’ANAC al Parlamento</a>&nbsp;&#8211; &nbsp;l&#8217;<strong>Anac</strong>&nbsp;ha predisposto un apposito Vademecum informativo, per fornire indicazioni utili sia dal punto di vista normativo che operativo. &nbsp;</p>



<p>Per quanto attiene all’ambito normativo, nel Vademecum sono riportate &nbsp;le disposizioni di cui al vigente codice dei contratti pubblici concernenti gli affidamenti diretti richiamando, altresì, i pareri e le pronunce di chiarimento resi in merito a specifici aspetti e problematiche sia dall’<strong>Anac</strong>&nbsp;che dal&nbsp;<strong>MIT</strong>.</p>



<p>Per quanto concerne gli aspetti operativi a seguito della intervenuta digitalizzazione, il Vademecum fornisce indicazioni sull’attuale sistema di acquisizione del Certificato Identificativo Gara (CIG) e sull&#8217;invio delle informazioni alla Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP).</p>



<p>Nel documento sono anche illustrate le future implementazioni delle schede alle quali si sta lavorando in accoglimento delle richieste pervenute dalle stazioni appaltanti e dalla associazioni di categoria.</p>



<p>Fonte ANAC</p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2024/08/Anac-Vademecum-per-affidamenti-diretti-30.07.2024.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di Anac - Vademecum per affidamenti diretti - 30.07.2024."></object><a id="wp-block-file--media-ff29cb29-4fa3-4cd8-b434-b50a155c1c72" href="https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2024/08/Anac-Vademecum-per-affidamenti-diretti-30.07.2024.pdf">Anac &#8211; Vademecum per affidamenti diretti &#8211; 30.07.2024</a><a href="https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2024/08/Anac-Vademecum-per-affidamenti-diretti-30.07.2024.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-ff29cb29-4fa3-4cd8-b434-b50a155c1c72">Download</a></div>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scadenze controlli OIV su obblighi di Trasparenza</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/scadenze-controlli-oiv-su-obblighi-di-trasparenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 08:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Modalità di svolgimento delle verifiche di rilevazione al 31 maggio 2024 e pubblicazione delle attestazioni e delle schede di rilevazione entro il 15 luglio 2024.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/scadenze-controlli-oiv-su-obblighi-di-trasparenza/">Scadenze controlli OIV su obblighi di Trasparenza</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="10552" class="elementor elementor-10552">
						<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-394372b8 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-id="394372b8" data-element_type="section">
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p></p>
<p>Modalità di svolgimento delle<strong> verifiche di rilevazione al 31 maggio 2024</strong> e pubblicazione delle attestazioni e delle schede di rilevazione <strong>entro il 15 luglio 2024</strong>.<br />Per l&#8217;anno 2024, ai fini dello svolgimento delle verifiche sull’assolvimento degli obblighi di trasparenza, gli OIV, o gli altri organismi con funzioni analoghe, utilizzano l’<a href="https://sso.anticorruzione.it/auth/realms/anac/protocol/openid-connect/auth?client_id=attestazioni-oiv&amp;redirect_uri=https%3A%2F%2Fattestazioni-oiv.anticorruzione.it%2F&amp;state=73a9aec0-3c56-49d8-9143-d373f3d8b7c6&amp;response_mode=fragment&amp;response_type=code&amp;scope=openid&amp;nonce=7445b993-a095-41f4-8298-ba8bcc810b56" target="_blank" rel="noopener"><strong>applicazione web</strong></a> Attestazioni OIV disponibile sul sito web dell&#8217;Autorità.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>L’applicazione web fornita dall’Autorità permette all’utente OIV:</p>
<p></p>
<p></p>
<ol class="wp-block-list">
<li style="list-style-type: none;">
<ol></ol>
</li>
</ol>
<ol>
<li style="list-style-type: none;">
<ol>
<li>di <strong>documentare </strong>a partire <strong>dal 3 giugno 2024</strong>, in apposita scheda di rilevazione, le verifiche<br />sull’assolvimento degli <strong>obblighi al 31 maggio 2024</strong>;</li>
<li>di convalidare le verifiche;</li>
<li>di estrarre tutti i documenti utili – attestazione e scheda delle verifiche &#8211; ai fini della loro<br />pubblicazione, <strong>entro il 15 luglio 2024</strong>, nella sezione «<strong>Amministrazione trasparente</strong>» o<br />«<strong>Società trasparente</strong>» dei siti web delle amministrazioni/enti/società.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p></p>
<p></p>
<ol>
<li style="list-style-type: none;"> </li>
</ol>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p>Gli OIV e gli altri organismi con funzioni analoghe, che hanno evidenziato al <strong>31 maggio 2024</strong> nella scheda di rilevazione, fornita nell’applicativo web di ANAC, carenze di pubblicazione nella colonna “completezza di contenuto”, ossia un grado di assolvimento inferiore a 100%, non assolte entro il temine di pubblicazione dell’Attestazione del <strong>15 luglio 2024</strong>, avranno cura di monitorare le misure di adeguamento agli obblighi di pubblicazione adottate dalle amministrazioni/enti, società, verificando entro il <strong>30 novembre 2024</strong> il permanere o il superamento delle sole criticità esposte nella citata griglia di rilevazione.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>L’attestazione degli OIV, o degli altri organismi o soggetti con funzioni analoghe, completa della scheda delle verifiche di monitoraggio e dell’eventuale elenco delle inadempienze, compilate tramite il servizio web fornito dall’Autorità, è pubblicata a cura del RPCT, entro il 15 gennaio 2025, nella sezione «Amministrazione trasparente» o «Società trasparente» sotto-sezione di primo livello «Controlli e rilievi sull’amministrazione», sotto-sezione di secondo livello «Organismi indipendenti di valutazione, nuclei di valutazione o altri organismi con funzioni analoghe», «Attestazione dell&#8217;OIV o di altra struttura analoga nell’assolvimento degli obblighi di pubblicazione».</p>
<p></p>
<p></p>
<p>L’invio ad ANAC della scheda delle verifiche di monitoraggio e della relativa attestazione deve avvenire esclusivamente mediante l’utilizzo dell’applicativo web. Ogni altra modalità utilizzata non sarà ritenuta valida.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>L’OIV, o altro organismo con funzioni analoghe, segnala all’organo di indirizzo politico dell’ente e, nei casi più gravi, all&#8217;<strong>ufficio di disciplina</strong>, l’elenco delle inadempienze con evidenza dei casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione, ai fini dell’attivazione del procedimento disciplinare e delle altre forme di responsabilità connesse  all’inosservanza.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>All’attività di vigilanza, d’ufficio o su segnalazione, potrà seguire un controllo documentale da parte della <strong>Guardia di Finanza</strong> diretto a riscontrare l’esattezza e l’accuratezza dei dati attestati dagli OIV, o dagli altri organismi con funzioni analoghe.<br />Il controllo della Guardia di Finanza è effettuato mediante <strong>estrazione di un campione casuale </strong>semplice che garantisca imparzialità e le stesse probabilità, per ogni soggetto, di entrare a far parte del campione.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><b>Quadro riepilogativo</b></span> scadenze OIV:</p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
		</section>
				<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6e49b35 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-id="6e49b35" data-element_type="section">
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															<img fetchpriority="high" decoding="async" width="758" height="875" src="https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2024/06/OIV-Scadenze-huy6AHmsRf.png" class="attachment-large size-large wp-image-10555" alt="" srcset="https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2024/06/OIV-Scadenze-huy6AHmsRf.png 758w, https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2024/06/OIV-Scadenze-huy6AHmsRf-260x300.png 260w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" />															</div>
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									<p>Fonte: ANAC</p>								</div>
				</div>
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		</div>
					</div>
		</section>
				</div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vortice di aggiornamenti 2024 per Amministrazione trasparente con regole privacy</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/vortice-di-aggiornamenti-2024-per-amministrazione-trasparente-con-regole-privacy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 17:38:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[DPO]]></category>
		<category><![CDATA[Garante della Privacy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=10152</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo i 5 provvedimenti emanati nel 2023 da ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione: Seguono 2 ulteriori aggiornamenti di inizio 2024 che coinvolgono anche le misure di protezione dei dati personali. Conclusioni Gran lavoro sul fronte Amministrazione trasparente. Si paga il ritardo nella progettazione della digitalizzazione e nella necessità della interoperabilità, in questo caso, con le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo i <strong>5 provvedimenti emanati nel 2023</strong> da ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Delibera n. 7/2023: PNA Piano Nazionale Anticorruzione 2022 contenente obblighi sostitutivi per la sottosezione “Bandi di gara e contratti”.</li>



<li>Delibera n. 261/2023: Introduce l’obbligo di pubblicare i dati relativi ai contratti pubblici, compresi quelli di importo inferiore alla soglia di evidenza pubblica.</li>



<li>Delibera n. 263/2023: Riguarda la pubblicazione dei dati sui dirigenti e i dipendenti pubblici, con l’obbligo di specificare i loro compensi, incarichi e curriculum vitae.</li>



<li>Delibera n. 264/2023: Disciplina la pubblicazione dei dati sulle performance delle pubbliche amministrazioni, con l’obiettivo di misurare l’efficienza e l’efficacia dei servizi erogati.</li>



<li>Delibera n. 601/2023: Introduce il collegamento ipertestuale alla documentazione di gara all’interno dei bandi pubblicati sul BDNCP.</li>
</ol>



<p>Seguono <strong>2 ulteriori aggiornamenti di inizio 2024</strong> che coinvolgono anche le misure di protezione dei dati personali.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>A seguito della <strong>consultazione pubblica</strong> per la presentazione di osservazioni, <strong>chiusa il 14/02/2024</strong>, sono stati pubblicati da <strong>ANAC n. 14 schemi standard di pubblicazione</strong> su Amministrazione trasparente e Società trasparente da adottare ai sensi dell&#8217;art. 48 del Dlgs. n. 33/2013.<br>Gli schemi sono differenziati in riferimento alla singola tipologia di ente interessato: <br>&#8211; enti pubblici, <br>&#8211; PP.AA., <br>&#8211; enti di diritto privato in controllo pubblico <br>&#8211; enti sanitari.<br> </li>



<li>P<strong>rovvedimento n. 92 del 22/02/2024 del Garante Privacy</strong>, con parere favorevole ad ANAC sui 14 schemi standard di pubblicazione che dettano le regole che le pubbliche amministrazioni devono seguire per rispettare gli obblighi di trasparenza online.<br>Per garantire la riservatezza degli interessati ed evitare il rischio di eventuali sanzioni per violazione della normativa privacy, le P.A. dovranno limitarsi, fra l’altro, a pubblicare nella sezione “amministrazione trasparente” dei rispettivi siti web <strong>solo dati necessari</strong>, come ad esempio:<br>&#8211; il numero di telefono, l’indirizzo email e pec dell’ufficio &#8211; e non i dati del dipendente &#8211; cui il cittadino può rivolgersi per <strong>richieste all’amministrazione</strong>. <br>&#8211; Negli <strong>esiti dei concorsi</strong> pubblici dovranno pubblicare il nome, il cognome, (la data di nascita, in caso di omonimia) e la posizione in graduatoria dei vincitori e degli idonei dichiarati vincitori a seguito dello scorrimento della graduatoria. <br>&#8211; Nella pubblicazione dei <strong>dati riguardanti i pagamenti</strong>, le Pa dovranno oscurare i dati identificativi dei destinatari di benefici economici <strong>inferiori a mille euro</strong> nell’anno solare e in ogni caso se dalla pubblicazione è possibile ricavare informazioni relative allo stato di salute o alla situazione di disagio economico-sociale.<br>&#8211; Nel caso di pubblicazione dei dati relativi alla valutazione della <strong>performance </strong>e alla distribuzione dei <strong>premi al personale</strong>, le P.A. devono evitare di pubblicare dati troppo dettagliati che possano identificare il dipendente e l’ammontare del premio erogato (o non erogato) a suo favore. Potranno invece pubblicare i dati riferiti all’ammontare complessivo dei premi stanziati e all’ammontare dei premi effettivamente distribuiti. </li>
</ol>



<p><strong>Conclusioni</strong></p>



<p>Gran lavoro sul fronte Amministrazione trasparente. <br>Si paga il ritardo nella progettazione della digitalizzazione e nella necessità della interoperabilità, in questo caso, con le banche dati pubbliche finanziarie e fiscali. <br>Ma non è finita qui perchè altri ritardi ed emergenze sono alle porte che renderanno sempre più frequenti aggiornamenti del software e delle procedure con ampio ricorso alle personalizzazioni dovute alle caratteristiche degli enti, alla dimensione e alle scelte organizzative. <br>Con la transizione digitale che comincia a far sentire la sua crescente necessità, la P.A. ha sempre più bisogno di una operatività che colleghi l&#8217;operato dei dirigenti della P.A e loro uffici :<br>&#8211; Responsabile della Prevenzione Corruzione e Trasparenza &#8211; RPCT &#8211; Dlgs. n. 33/2013;<br>&#8211; Responsabile della Transizione Digitale &#8211; RTD &#8211; Dlgs. 82/2005, art. 17;<br>&#8211; Responsabile della Conservazione &#8211; RDC &#8211; Linee guida dell’ AGID sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici, DPR 445/2000; Dlgs. 82/2005;<br>&#8211; Responsabili della gestione documentale DPR 445/2000, art. 61<br>&#8211; Responsabile della Protezione dei Dati personali &#8211; DPO/RPD &#8211; GDPR n. 2016/679<br>&#8211; Responsabile della Cyber sicurezza e dei Sistemi informativi ove presenti.</p>



<p>Sempre più importante per RPCT, RTD, RDC e DPO, che costituiscono gli attori attualmente più presenti nella P.A,  <strong>tenere collegialmente sotto controllo</strong> la situazione e programmare i futuri sviluppi nei rispettivi enti coinvolgendo <strong>partner tecnologici</strong> che garantiscano adeguata competenza ed esperienza plurisettoriale.</p>



<p>Dott. Igino Addari<br><a href="https://reporter.wrep.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Webreporter</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/vortice-di-aggiornamenti-2024-per-amministrazione-trasparente-con-regole-privacy/">Vortice di aggiornamenti 2024 per Amministrazione trasparente con regole privacy</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Digitalizzazione appalti: lo schema Anac affidamenti inferiori a 5.000 e a 1.500 euro</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/digitalizzazione-appalti-lo-schema-anac-affidamenti-inferiori-a-5-000-e-a-1-500-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guido Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 11:42:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[AMMINISTRAZIONE DIGITALE]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per gli&#160;affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro, è stata prevista un’alternativa temporanea. Fino al&#160;30 settembre 2024,&#160;è possibile acquisire il&#160;Codice Identificativo Gara&#160;(CIG) utilizzando l’interfaccia web messa a disposizione dalla&#160;Piattaforma per la Concorrenza e gli Appalti Pubblici&#160;(PCP), oltre alle piattaforme di approvvigionamento digitale. Dal 1° gennaio 2024, non è più rilasciato lo&#160;SmartCIG&#160;anche se per gli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/digitalizzazione-appalti-lo-schema-anac-affidamenti-inferiori-a-5-000-e-a-1-500-euro/">Digitalizzazione appalti: lo schema Anac affidamenti inferiori a 5.000 e a 1.500 euro</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per gli&nbsp;<strong>affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro</strong>, è stata prevista un’alternativa temporanea. Fino al<strong>&nbsp;30 settembre 2024,</strong>&nbsp;è possibile acquisire il&nbsp;<strong>Codice Identificativo Gara</strong>&nbsp;(CIG) utilizzando l’interfaccia web messa a disposizione dalla&nbsp;<strong>Piattaforma per la Concorrenza e gli Appalti Pubblici</strong>&nbsp;(PCP), oltre alle piattaforme di approvvigionamento digitale.</p>



<p>Dal 1° gennaio 2024, non è più rilasciato lo&nbsp;<strong>SmartCIG&nbsp;</strong>anche se per gli affidamenti per importi inferiori è previsto&nbsp;un periodo transitorio fino al 1° ottobre 2024. Il RUP (Responsabile Unico del Procedimento) è responsabile della gestione delle varie fasi del contratto attraverso le piattaforme di approvvigionamento digitale certificate, seguendo le regole del codice dei contratti pubblici (D.lgs.36/2023), ad esempio utilizzando la&nbsp;<strong>piattaforma acquistinretepa di Consip.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Schede Anac</h3>



<p>Le&nbsp;schede individuate dall’Autorità, come la&nbsp;<strong>AD5</strong>&nbsp;per l’affidamento e la&nbsp;<strong>CO2</strong>&nbsp;al termine dell’esecuzione del contratto, forniscono le informazioni necessarie per garantire la tracciabilità della procedura.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La scheda AD5 richiede dati quali importo, descrizione dell’affidamento, oggetto principale del contratto, contratto collettivo nazionale richiesto all’aggiudicatario, categoria prevalente, localizzazione dell’affidamento e l’aggiudicatario.</li>



<li>La CO2 richiede informazioni sulla data di inizio e fine esecuzione, nonché l’importo delle somme liquidate.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Spese giornaliere</h3>



<p>Per le spese giornaliere <strong>inferiori a 1.500 euro</strong>, <strong>non è richiesto il CIG </strong>per la tracciabilità. Se tali spese sono qualificate come spese economiche, possono essere gestite dall’economo utilizzando il fondo cassa, senza la necessità di utilizzare piattaforme certificate o l’interfaccia web.</p>



<p>Le spese economiche devono essere dettagliatamente elencate in un <strong>Regolamento interno</strong> delle stazioni appaltanti, riguardanti beni e servizi di non rilevante entità necessari per sopperire a esigenze impreviste e imprevedibili, relative agli scopi istituzionali dell’Ente.</p>



<p>Resta fondamentale garantire la corretta qualificazione delle operazioni, evitando che si tratti di spese effettuate a fronte di contratti d’appalto, per i quali è necessario procedere con affidamenti diretti. La responsabilità di questa qualificazione rientra nella stazione appaltante procedente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il documento</h2>



<p><strong><a href="https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2024/02/Schema_affidamenti_inf_5000_euro-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Qui potete consultare e scaricare lo schema.</a></strong></p>



<p>Fonte <em>lentepubblica.it</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Avviso a Operatori Economici su modalità pagamento contributi a ANAC</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/bozza-automaticaavviso-a-operatori-economici-su-modalita-pagamento-contributi-a-anac/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Igino Addari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 14:18:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[CIG]]></category>
		<category><![CDATA[PagoPA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=9174</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 1 gennaio 2024, sono entrate in vigore le nuove norme sulla digitalizzazione nei lavori pubblici, volte a migliorare la velocità, trasparenza e semplificazione nel settore. Tuttavia, si sta affrontando una fase iniziale complessa con vari problemi e errori. L&#8217;ANAC ha segnalato difficoltà nell&#8217;acquisizione dei dati dalla Piattaforma contratti pubblici a causa di problemi con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal 1 gennaio 2024, sono entrate in vigore le nuove norme sulla digitalizzazione nei lavori pubblici, volte a migliorare la velocità, trasparenza e semplificazione nel settore. Tuttavia, si sta affrontando una fase iniziale complessa con vari problemi e errori.</p>



<p>L&#8217;ANAC ha segnalato difficoltà nell&#8217;acquisizione dei dati dalla Piattaforma contratti pubblici a causa di problemi con le piattaforme di approvvigionamento digitale certificate. Questi intoppi hanno portato a problemi nel generare l’avviso di pagamento <strong>pagoPA</strong> e nel successivo pagamento del contributo da parte degli Operatori Economici.</p>



<p>Fino alla risoluzione di questi problemi, gli Operatori Economici sono invitati a pagare i contributi tramite <strong>bonifico bancario</strong>, utilizzando specifiche coordinate bancarie &#8211; <strong>IBAN</strong>: IT 92 E 01030 03200 000005748153 &#8211; e indicando nella <strong>causale</strong> il codice CIG della gara, il nominativo e il codice fiscale del debitore.</p>



<p>La ricevuta del pagamento deve essere inviata a una specifica email: <a href="mailto:ufficio.urf@anticorruzione.it">ufficio.urf@anticorruzione.it</a>, con l&#8217;indicazione di</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>codice fiscale,</li>



<li>nominativo e indirizzo email del debitore.</li>
</ul>



<p>In considerazione delle difficoltà del nuovo sistema di gestione degli appalti, ANAC ha chiesto alle <strong>stazioni appaltanti</strong> di <strong>accettare attestazioni di versamento</strong> della contribuzione anche se effettuate <strong>dopo la scadenza</strong> dei termini per la presentazione dell’offerta.</p>



<p>Fonte <em>ANAC</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>ANAC mette a disposizione piattaforma web per affidamenti diretti della Pubblica Amministrazione inferiori a 5.000 euro</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/anac-mette-a-disposizione-piattaforma-web-per-affidamenti-diretti-della-pubblica-amministrazione-inferiori-a-5-000-euro-fino-al-30-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Igino Addari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2024 17:06:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[Gare e Appalti]]></category>
		<category><![CDATA[Mepa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=9074</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’interfaccia web per gli appalti e tutti i contratti pubblici messa&#160;a disposizione dalla&#160;piattaforma Anac&#160;viene estesa&#160;anche agli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro fino al 30 settembre 2024.&#160;Lo ha deliberato il Consiglio dell’Autorità Anticorruzione, nella seduta del 10 gennaio 2024, approvando un&#160;Comunicato del Presidente. La scheda per accedere è online. Nella immagine qui sotto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/anac-mette-a-disposizione-piattaforma-web-per-affidamenti-diretti-della-pubblica-amministrazione-inferiori-a-5-000-euro-fino-al-30-settembre/">ANAC mette a disposizione piattaforma web per affidamenti diretti della Pubblica Amministrazione inferiori a 5.000 euro</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’interfaccia web per gli appalti e tutti i contratti pubblici messa&nbsp;a disposizione dalla&nbsp;<a href="https://www.anticorruzione.it/-/piattaforma-contratti-pubblici" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piattaforma Anac</a>&nbsp;viene estesa&nbsp;anche agli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro fino al 30 settembre 2024.&nbsp;<br>Lo ha deliberato il Consiglio dell’Autorità Anticorruzione, nella seduta del 10 gennaio 2024, approvando un&nbsp;<a href="https://www.anticorruzione.it/-/comunicato-del-presidente-del-10-gennaio-2024" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicato del Presidente</a>.</p>



<p><strong>La scheda per accedere è online. Nella immagine qui sotto è riprodotta la pagina dell’interfaccia della Piattaforma Anac dove selezionare il codice AD5 per comunicare gli affidamenti sotto i 5000 euro.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1000" height="484" src="https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2024/01/AD5.png.jpg" alt="" class="wp-image-9075" srcset="https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2024/01/AD5.png.jpg 1000w, https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2024/01/AD5.png-300x145.jpg 300w, https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2024/01/AD5.png-768x372.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>“Dal 1° gennaio 2024 ha acquisito efficacia la disciplina sulla digitalizzazione dei contratti pubblici”, spiega il Presidente di Anac Giuseppe Busía. “Le disposizioni impongono alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti di procedere allo svolgimento delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici utilizzando piattaforme di approvvigionamento digitale certificate. Tale previsione è funzionale a garantire, da parte della Banca dati nazionale dei contratti pubblici, una serie di servizi quali la pubblicità legale e la trasparenza degli atti di gara, consentendo la trasmissione in tempo reale delle informazioni necessarie nonché la possibilità di utilizzare appieno il fascicolo virtuale dell’operatore economico per le verifiche previste”.&nbsp;</p>



<p>Il codice dei contratti pubblici non prevede ipotesi di deroga o di esenzione dall’applicazione delle disposizioni sulla digitalizzazione con riferimento a fattispecie particolari di affidamenti o a determinate soglie di importi. “Le nuove previsioni rappresentano una rivoluzione nel mondo della contrattualistica pubblica che, superata l’inziale fase di necessario adeguamento, apporterà notevoli benefici in termini di semplificazione, razionalizzazione e velocizzazione delle procedure, con evidente e apprezzabile risparmio di costi e tempi”, aggiunge il Presidente Busía.&nbsp;</p>



<p>“L’Autorità al fine di favorire le Amministrazioni nell’adeguarsi ai nuovi sistemi che prevedono l’utilizzo delle piattaforme elettroniche e garantire così un migliore passaggio verso l’amministrazione digitale, sentito il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha ritenuto necessario adottare un interfaccia web per gli affidamenti diretti di importo inferiore ai 5000 euro, in supporto delle amministrazioni, al fine di consentire lo svolgimento delle ordinarie attività di approvvigionamento”.<br>“Tale strumento rappresenta una modalità suppletiva che può essere utilizzata in caso di impossibilità o difficoltà di ricorso alle PAD, per il primo periodo di operatività della digitalizzazione”.</p>



<p>Si evidenzia che anche in questo caso la stazione appaltante deve comunque garantire la tempestiva trasmissione delle informazioni alla Banca Dati Anac, attraverso la compilazione dell’apposita scheda (AD5), al fine di consentire l’assolvimento delle funzioni ad essa demandate, ivi compresi gli obblighi in materia di trasparenza. Per gli affidamenti di importo pari o superiore a 5.000 euro restano ferme le indicazioni già fornite in merito all’obbligo di svolgere le procedure di affidamento mediante PAD.&nbsp;</p>



<p>A decorrere dal 1 ottobre 2024 anche per gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro sarà obbligatorio il ricorso alle piattaforme certificate. Pertanto, si invitano tutti i soggetti interessati a porre in essere le attività necessarie a garantire la corretta operatività dell’ecosistema di approvvigionamento digitale.</p>



<p>Fonte <em>ANAC</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/anac-mette-a-disposizione-piattaforma-web-per-affidamenti-diretti-della-pubblica-amministrazione-inferiori-a-5-000-euro-fino-al-30-settembre/">ANAC mette a disposizione piattaforma web per affidamenti diretti della Pubblica Amministrazione inferiori a 5.000 euro</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
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