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	<title>CPV Archivi - Actainfo</title>
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		<title>Pubbliche Amministrazioni: individuare i codici d’appalto giusti negli affidamenti</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/individuare-i-codici-dappalto-giusti-negli-affidamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Igino Addari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 07:13:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[Appalti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Serve più attenzione da parte delle stazioni appaltanti nell’individuare i&#160;codici per gli appalti pubblici (Cpv)&#160;da indicare nelle procedure di affidamento. Questo al fine di evitare frequenti errori e incongruenze. E’ il richiamo rivolto dall’Anac&#160;nel&#160;comunicato del presidente Giuseppe Busia del 9 maggio 2023. Nell’ambito dell’attività di vigilanza è emerso che spesso le stazioni appaltanti ricorrono a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Serve più attenzione da parte delle stazioni appaltanti nell’individuare i&nbsp;<strong>codici per gli appalti pubblici (Cpv)</strong>&nbsp;da indicare nelle procedure di affidamento. Questo al fine di evitare frequenti errori e incongruenze.</p>



<p>E’ il richiamo rivolto dall’<strong>Anac</strong>&nbsp;nel&nbsp;<a href="https://www.anticorruzione.it/-/comunicato-del-presidente-del-9-maggio-2023" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunicato del presidente Giuseppe Busia del 9 maggio 2023</a>.</p>



<p>Nell’ambito dell’attività di vigilanza è emerso che spesso le stazioni appaltanti ricorrono a errori dovuti all’incongruenza tra la prestazione identificata dal codice&nbsp;<strong>CPV (Common Procurement Vocabulary)</strong>&nbsp;prescelto e l’effettivo oggetto del contratto da affidare.&nbsp;<strong>Anac&nbsp;</strong>ricorda che l&#8217;utilizzo del&nbsp;<strong>CPV&nbsp;</strong>è obbligatorio dal 1° febbraio 2006.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="p1">Che cos&#8217;è il CPV</h2>



<p>Il&nbsp;<strong>Common Procurement Vocabulary</strong>&nbsp;consiste in un sistema unico europeo di classificazione delle attività utilizzato per descrivere l’oggetto dei contratti da affidare. È utilizzato a fini statistici e di raccolta dati, ma la sua funziona primaria è quella di uniformare e standardizzare la descrizione dell’oggetto della gara indicato nel bando, fornendo un riferimento comune in tutte le lingue dell’Unione europea.&nbsp;</p>



<p>L’utilizzo corretto di una nomenclatura unica consente di rimuovere le barriere linguistiche e di eliminare gli errori di traduzione, garantendo così una maggiore trasparenza delle procedure ed un incremento della concorrenza transfrontaliera. Tramite i codici&nbsp;<strong>CPV</strong>, infatti, gli&nbsp;<strong>operatori economici</strong>&nbsp;possono ricercare nella&nbsp;<strong>banca dati elettronica</strong>&nbsp;dove sono pubblicati tutti i&nbsp;<strong>bandi europei (TED)</strong>, le gare pubbliche relative ai propri campi di interesse.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="p2">Le conseguenze dell&#8217;utilizzo errato</h2>



<p>L’impropria attribuzione del codice&nbsp;<strong>CPV</strong>, avverte l’<strong>Anac</strong>, può avere rilevanti conseguenze. Indicare un codice non congruente con la prestazione da affidare viola i principi di trasparenza e pubblicità che impongono, alle stazioni appaltanti, di fornire informazioni chiare e precise sulle procedure onde consentire una valutazione sulla legittimità del loro operato. Allo stesso tempo, viola il principio di par condicio, poiché non consente a tutti gli operatori economici potenzialmente interessati di conoscere le opportunità effettivamente esistenti, con una conseguente violazione del principio di tutela della concorrenza.</p>



<p>Un codice&nbsp;<strong>CPV&nbsp;</strong>errato può determinare anche una violazione degli obblighi di pubblicità legale. Se, ad esempio, viene indicato, erroneamente, nel bando un codice&nbsp;<strong>CPV&nbsp;</strong>per il quale è prevista una soglia di rilevanza comunitaria più alta tale bando verrà pubblicato solo a livello nazionale e non in ambito europeo, determinando una lesione ancora maggiore della libera concorrenza.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="p3">Possibili sanzioni</h2>



<p>Trasparenza, pubblicità e tutela della concorrenza sono funzionali a garantire efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa, pertanto un codice&nbsp;<strong>CPV&nbsp;</strong>errato, in ultimo, determina una violazione del principio di buona amministrazione, impedendo un miglior utilizzo delle risorse pubbliche.</p>



<p>Infine, comunicare un&nbsp;<strong>CPV&nbsp;</strong>errato all’<strong>Anac</strong>&nbsp;potrebbe costituire la comunicazione di un’informazione non veritiera, con conseguente possibile applicazione di sanzioni nei confronti della stazione appaltante.</p>



<p>Fonte <em>ANAC</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/individuare-i-codici-dappalto-giusti-negli-affidamenti/">Pubbliche Amministrazioni: individuare i codici d’appalto giusti negli affidamenti</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
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