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	<title>Actainfo</title>
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	<description>Soluzioni informatiche ICT. Applicativi web cloud saas per la Pubblica Amministrazione, Imprese e Professionisti. Privacy GDPR, E-Learning</description>
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		<title>Europa e sua dipendenza tecnologica da Usa e Cina</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/europa-sovranita-digitale-hardware-software/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 17:29:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riportiamo una realistica valutazione sulla tanto dibattuta rincorsa UE, in ordine sparso, alla sovranità digitale, espressa dal rappresentante di uno stato membro della UE.Nelle prossime settimane, infatti, la Commissione europea presenterà un nuovo pacchetto legislativo sulla sovranità digitale.Secondo Juha Martelius, capo del Servizio di sicurezza e intelligence finlandese (Supo), l’autonomia tecnologica del continente resterà un [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Riportiamo una realistica valutazione sulla tanto dibattuta rincorsa UE, in ordine sparso, alla sovranità digitale, espressa dal rappresentante di uno stato membro della UE.<br>Nelle prossime settimane, infatti, la <strong>Commissione europea</strong> presenterà un <strong>nuovo pacchetto legislativo sulla sovranità digitale</strong>.<br>Secondo <strong>Juha Martelius</strong>, capo del <strong>Servizio di sicurezza e intelligence finlandese (Supo)</strong>, l’autonomia tecnologica del continente resterà un obiettivo difficile da raggiungere. <br>Il motivo? Secondo Martelius la doppia dipendenza strutturale: <strong>software statunitensi </strong>e<strong> hardware cinesi</strong>.<br>«Temo che <strong>siamo un corpo infestato da due tipi di cancro</strong>», ha dichiarato Martelius a <em>Politico</em> durante la Lennart Meri Security Conference di Tallinn.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una dipendenza sistemica</strong><br>Il problema non è solo economico, ma strutturale. Da un lato, l’infrastruttura software europea è fortemente legata agli Stati Uniti, con cloud, sistemi operativi e piattaforme globali che dominano il mercato. <br>Dall’altro, la base materiale della tecnologia – semiconduttori, componenti elettronici e supply chain – dipende in larga misura dalla Cina e dall’Asia. <br>In mezzo, una <strong>Europa </strong>avanzata in <strong>termini regolatori</strong>, ma <strong>priva di controllo</strong> end-to-end <strong>sul proprio stack digitale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa condizione rende il sistema europeo «probabilmente impossibile da far funzionare, ma con cui si può vivere», secondo Martelius. <br>Una metafora forte, che riflette la percezione di una parte dell’intelligence europea: non una semplice fragilità industriale, ma una dipendenza incorporata nel cuore dell’ecosistema digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Tech Sovereignty Package di Bruxelles</strong><br>Mentre il Supo sottolinea i limiti della sovranità digitale, la Commissione europea sta lavorando a un <strong>nuovo <em>Tech Sovereignty Package</em></strong>, che dovrebbe essere presentato nelle prossime settimane. <br>L’obiettivo è ridurre le vulnerabilità strategiche in settori chiave come infrastrutture digitali, intelligenza artificiale, cloud computing e sicurezza dei dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le misure in discussione, spicca la possibilità di <strong>limitare l’uso di fornitori cloud statunitensi </strong>per la gestione dei dati sensibili da parte dei governi europei. <br>Bruxelles punta a rafforzare la resilienza del continente attraverso <strong>regolazione</strong>, investimenti e norme più stringenti sugli appalti pubblici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sovranità selettiva: l’approccio europeo</strong><br>La strategia della Commissione non mira all’autosufficienza totale, considerata irrealistica, ma a una forma di <em>sovranità selettiva</em>. <br>L’idea è ridurre la dipendenza da attori extraeuropei, sviluppare alternative locali dove possibile e <strong>mantenere il controllo giuridico e operativo sui dati sensibili</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il confine tra ambizione e realtà</strong><br>Le parole di Martelius non chiudono il dibattito, ma lo irrigidiscono. Se la piena indipendenza non è un’opzione realistica, la domanda diventa un’altra: quanto controllo è necessario per evitare che la dipendenza si trasformi in <strong>subordinazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: Linkiesta</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintesi elaborata da intelligenza artificiale ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata da Staff Actainfo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Nuovi domini internet 2026 con nomi di località, istituzioni e marchi</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/estensioni-dominio-gtld/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 11:12:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 30 aprile al 12 agosto 2026 sarà possibile presentare le domande per la creazione di nuovi domini web, con la possibilità di opporsi agli usi impropri. Una novità per il sistema degli indirizzi internetICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), organismo internazionale responsabile del coordinamento del sistema dei nomi a dominio (DNS – [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal 30 aprile al 12 agosto 2026</strong> sarà possibile presentare le domande per la creazione di nuovi domini web, con la possibilità di opporsi agli usi impropri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una novità per il sistema degli indirizzi internet</strong><br><strong>ICANN</strong> (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), organismo internazionale responsabile del coordinamento del sistema dei nomi a dominio (DNS – Domain Name System), ha annunciato il &#8220;Round 2026&#8221;, una finestra temporale in cui sarà possibile richiedere la creazione di nuove estensioni di domini generici di primo livello. Si tratta della seconda occasione, nella storia di Internet, in cui è possibile richiedere nuove estensioni di questo tipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Enti pubblici e privati potranno richiedere nuove estensioni di domini personalizzati (come .it, .com, .org, ecc.) basati su nomi geografici, istituzionali o di marchi (ad esempio: .roma, .sicilia, .fisco), per valorizzare il proprio marchio o determinate filiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le tipologie di gTLD previste</strong><br>Le estensioni di Generic Top-Level Domain &#8211; Dominio di Primo Livello Generico &#8211; che potranno essere richieste includono:<br>&#8211; generiche: domini di uso generale (.book, .food);<br>&#8211; di brand: domini riservati all’uso esclusivo di un marchio registrato;<br>&#8211; comunitarie: domini destinati a una comunità definita e riconoscibile;<br>&#8211; geografiche: domini che corrispondono a nomi di città, regioni o territori;<br>&#8211; IDN e varianti linguistiche: domini con caratteri non ASCII (accenti, alfabeti non latini).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché è importante per la Pubblica Amministrazione e le imprese?</strong><br>La nuova tornata di assegnazione dei gTLD rappresenta un’opportunità significativa per istituzioni e imprese. Da un lato, consente di valorizzare marchi, territori e filiere produttive, anche in relazione alle eccellenze del Made in Italy e alle città d’arte. Dall’altro, esiste il rischio che soggetti privati o terzi richiedano domini che richiamano territori, città o istituzioni pubbliche, con possibili implicazioni per la tutela dell’interesse pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, è importante che le amministrazioni monitorino le richieste di nuovi gTLD e valutino eventuali opposizioni nel caso di usi impropri di nomi di interesse pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa possono fare le PA</strong><br>Nel processo ICANN per l’assegnazione dei nuovi domini generici di primo livello sono previsti diversi strumenti che consentono alle autorità pubbliche di tutelare denominazioni di interesse istituzionale o territoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare:<br>&#8211; <strong>Lettera di supporto o non-opposizione</strong>: nel caso dei nomi geografici (ad esempio città o regioni), il richiedente deve ottenere una lettera formale di supporto o di non opposizione da parte dell’autorità pubblica competente. In assenza di tale documento, la candidatura non può essere approvata.<br>&#8211; <strong>Monitoraggio delle candidature pubblicate</strong>: ICANN rende pubbliche le richieste ricevute, consentendo agli stakeholder di verificare eventuali utilizzi impropri di denominazioni sensibili.<br>&#8211; <strong>Segnalazioni attraverso il Governmental Advisory Committee (GAC)</strong>: i governi possono intervenire nel processo ICANN, anche tramite strumenti come l’Early Warning, per evidenziare criticità relative a specifiche candidature.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Agenzia per l’Italia Digitale invita pertanto le Pubbliche Amministrazioni e le imprese a valutare se registrare un proprio dominio di primo livello per valorizzare il territorio o specifiche filiere e a monitorare le richieste di terzi per opporsi a eventuali usi impropri di nomi istituzionali, in modo da tutelare i propri asset digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutti i dettagli e i requisiti di registrazione dei nuovi domini è possibile consultare il sito ufficiale ICANN: https://newgtldprogram.icann.org/en</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintesi elaborata da intelligenza artificiale ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata da Staff Actainfo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>ActyAI al servizio dei Comuni  per pubblicare notizie</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/actyai-overview-intelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 15:29:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[ActyAI]]></category>
		<category><![CDATA[INTELLIGENZA ARTIFICIALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche il Comune di Roseto degli Abruzzi utilizza ActyAI Overview, un chatbot di intelligenza artificiale sviluppato da Actainfo, per la pubblicazione di articoli, comunicati e notizie sul proprio sito web. Questo strumento, integrato nel software in cloud ACTAGOV qualificato da ACN per la gestione dei siti web, è in grado di elaborare e sintetizzare informazioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Anche il Comune di Roseto degli Abruzzi utilizza <strong>ActyAI Overview</strong>, un chatbot di intelligenza artificiale sviluppato da Actainfo, per la pubblicazione di articoli, comunicati e notizie sul proprio sito web. <br>Questo strumento, integrato nel software in cloud <strong>ACTAGOV </strong>qualificato da ACN per la <strong>gestione dei siti web</strong>, è in grado di elaborare e sintetizzare informazioni provenienti anche da documenti in formato immagine, descrivendone il contenuto per la stesura di un articolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ActyAI, un chatbot europeo e conforme alle normative</strong> <strong>su intelligenza artificiale</strong><br>ActyAI si basa sul modello <strong>LLM </strong>open source <strong>europeo MISTRAL </strong>e risponde esclusivamente a domande relative a informazioni fornite da Actainfo, in tema di <br>&#8211; Trasparenza, <br>&#8211; Whistleblowing, <br>&#8211; Privacy, <br>&#8211; Cybersicurezza, <br>&#8211; Accessibilità, <br>&#8211; Conservazione documenti, <br>&#8211; Transizione Digitale, <br>&#8211; Web development.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’addestramento del chatbot di intelligenza artificiale avviene in modo <strong>supervisionato </strong>dallo staff di Actainfo, utilizzando dati etichettati e conformi alle direttive di <strong>ACN </strong>(Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), di <strong>AGID </strong>(Agenzia per l’Italia Digitale), di <strong>ANAC </strong>(Autorità Nazionale Anti Corruzione), <strong>GPDP </strong>(Garante per la protezione dei dati personali). </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sicurezza e conformità normativa</strong><br><strong>ActyAI </strong>non rientra tra le applicazioni ad <strong>alto rischio</strong> secondo il <strong>Regolamento UE AI Act n. 2024/1689</strong> e la <strong>Legge n. 132 del 23 settembre 2025</strong>. Di conseguenza, non è richiesta una valutazione preventiva del rischio tramite <strong>DPIA </strong>(Data Protection Impact Assessment) o <strong>FRIA </strong>(Fundamental Rights Impact Assessment).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ActyAI </strong>risponde unicamente sulla base delle informazioni fornite in fase di addestramento, garantendo trasparenza e rispetto delle normative vigenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione <strong>ActyAI Overview</strong> rappresenta per gli Enti, un assistente in grado di far risparmiare tempo, e soprattutto rendere più veloci e efficaci la pubblicazione di comunicati, articoli, eventi e notizie.<br><br>Per ulteriori informazioni visita: <a href="https://www.actainfo.it/ai-servizi-intelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.actainfo.it/ai-servizi-intelligenza-artificiale/</a> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintesi elaborata da ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata da Staff Actainfo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>MDR: Servizio cybersecurity in tempo reale</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/mdr-cybersecurity-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 10:47:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[MDR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il modello Managed Detection and Response (MDR) sta emergendo come la soluzione più efficace per superare i limiti strutturali dei tradizionali Security Operations Center (SOC) e dei sistemi basati su SIEM. In un contesto in cui le minacce informatiche si evolvono a velocità impressionante, il vero problema non è più se un’azienda verrà attaccata, ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello <strong><em>Managed Detection and Response</em> (MDR)</strong> sta emergendo come la soluzione più efficace per superare i limiti strutturali dei tradizionali <em>Security Operations Center</em> (SOC) e dei sistemi basati su <em>SIEM</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto in cui le minacce informatiche si evolvono a velocità impressionante, il vero problema non è più <em>se</em> un’azienda verrà attaccata, ma quanto rapidamente riuscirà a rilevare e neutralizzare l’attacco. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>NIS2 e cybersecurity aziendale: l’MDR come risposta operativa alla compliance</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Direttiva NIS2, recepita in Italia con il<strong> D.Lgs. 138/2024</strong>, entrato in vigore il 16 ottobre 2024, estende significativamente il perimetro dei soggetti obbligati a implementare misure di sicurezza adeguate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le misure richieste dalla norma figurano esplicitamente il monitoraggio continuo degli incidenti, la capacità di risposta rapida, la gestione della business continuity e la reportistica strutturata verso le autorità competenti. <br>Il servizio <strong>MDR</strong> di <strong>Actainfo</strong> non è, quindi, soltanto uno strumento di difesa tecnica: è una vera e propria infrastruttura di compliance operativa. Fornisce la documentazione degli incidenti, i log di attività, le analisi post-incident e i processi standardizzati che le autorità e i clienti possono richiedere in caso di verifica o notifica obbligatoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le aziende che devono dimostrare la propria postura di sicurezza a committenti, partner o al regolatore, disporre di un servizio MDR attivo e documentato è sempre più un requisito contrattuale prima ancora che normativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MDR: un cambio di paradigma, non solo un aggiornamento tecnologico</strong><br>In questo scenario, il <em>Managed Detection and Response</em> si sta affermando come uno degli ambiti a maggiore crescita nel panorama della cybersecurity globale. Ma di cosa si tratta esattamente? Non è semplicemente un upgrade tecnologico, bensì un <strong>cambio di paradigma</strong> nella gestione del rischio informatico aziendale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Servizio <strong>MDR</strong> di <strong>Actainfo</strong>, partner di Bitdefender, offre un servizio di sicurezza&nbsp;<strong>gestito 24/7</strong>, che mira a identificare e neutralizzare attacchi avanzati, prevenendo violazioni dei dati e riducendo i costi derivanti da incidenti di sicurezza</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SOC troppo costosi, SIEM insufficienti: il gap che MDR colma</strong><br>Per capire perché MDR stia guadagnando terreno così rapidamente, è utile analizzare i limiti dei modelli tradizionali. Un <em>SOC</em> interno offre controllo e personalizzazione, ma richiede infrastrutture complesse, personale altamente specializzato e processi strutturati – risorse che solo una minoranza di aziende può permettersi. <br>D’altro canto, i sistemi basati su <em>SIEM</em> e raccolta di log generano un’enorme quantità di <em>alert</em>, la maggior parte dei quali sono falsi positivi che finiscono per appesantire ulteriormente i team IT, già oberati di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il servizio <em>MDR</em> interviene non si limita a raccogliere segnali, ma li analizza, li valida e li trasforma in <strong>azioni concrete</strong>. È la differenza tra ricevere un allarme e avere un<strong> team di esperti </strong>che risponde tempestivamente, distinguendo tra un’emergenza reale e un falso positivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MTTD: la metrica che può fare la differenza tra un incidente e una crisi</strong><br>Uno dei parametri più significativi per valutare un servizio <em>MDR</em> è il <strong>Mean Time to Detect (MTTD)</strong>, ovvero il tempo medio necessario per identificare una minaccia attiva. Il Servizio <strong>MDR </strong>di <strong>Actainfo</strong>, ha <strong>24 minuti di MTTD</strong> per ogni <strong>incidente</strong>, come riportato da <strong>MITRE Engenuity ATT&amp;CK Evaluation for Managed Services 2024</strong>. In un contesto in cui un <em>ransomware</em> può cifrare migliaia di file in pochi minuti, questa metrica non è un dettaglio tecnico secondario: è la differenza tra un incidente contenuto e una crisi aziendale a pieno regime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i benefici misurabili di una soluzione <em>MDR</em> figurano:<br>&#8211; <strong>Riduzione del carico operativo</strong> sui team IT interni grazie al filtraggio dei falsi positivi e alla contestualizzazione degli <em>alert</em>;<br>&#8211; <strong>Copertura completa</strong> di monitoraggio e <em>threat hunting</em> da parte di specialisti dedicati;<br>&#8211; <strong>Ottimizzazione dei costi</strong> rispetto alla costruzione di un <em>SOC</em> interno, con risparmi sostanziali su personale, licenze e infrastrutture;<br>&#8211; <strong>Supporto strutturato alla compliance</strong> attraverso reportistica dettagliata e processi standardizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Conclusione: MDR non è un’opzione, ma una necessità</strong><br>In un’epoca in cui le minacce informatiche sono sempre più sofisticate e pervasive, il <em>Managed Detection and Response</em> rappresenta non solo una soluzione tecnologica avanzata, ma una <strong>strategia imprescindibile</strong> per la sicurezza delle aziende. Per le organizzazioni italiane, soprattutto PMI e medie imprese, adottare un modello <em>MDR</em> significa non solo ridurre i rischi, ma anche ottimizzare le risorse e garantire una risposta tempestiva agli attacchi. Il tempo delle soluzioni tradizionali, troppo lente e costose, sembra ormai essere agli sgoccioli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte ICT Security Magazine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintesi elaborata da ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata da Staff Actainfo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Dlgs 47/2026: un cambio di paradigma per la governance digitale delle imprese</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/cybersecurity-472026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[protezione dei Dati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’entrata in vigore del Decreto Legislativo 27 marzo 2026, n. 47, attuativo della Legge Capitali, rappresenta un punto di svolta silenzioso ma destinato a ridefinire profondamente la compliance digitale nelle organizzazioni. Sebbene non sia immediatamente visibile, questo provvedimento avrà un impatto duraturo sulla gestione della sicurezza informatica, della protezione dei dati e dell’intelligenza artificiale, settori [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’entrata in vigore del <strong>Decreto Legislativo 27 marzo 2026, n. 47</strong>, attuativo della Legge Capitali, rappresenta un punto di svolta silenzioso ma destinato a ridefinire profondamente la compliance digitale nelle organizzazioni. Sebbene non sia immediatamente visibile, questo provvedimento avrà un impatto duraturo sulla gestione della sicurezza informatica, della protezione dei dati e dell’intelligenza artificiale, settori che, fino a poco tempo fa, venivano trattati come compartimenti stagni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un nuovo paradigma: integrazione e governance unificata</strong><br>&nbsp;Il Dlgs 47/2026 sancisce una convergenza tra discipline che, fino a oggi, hanno seguito percorsi paralleli. Cybersecurity, tutela della privacy e AI non sono più ambiti distinti, ma elementi di un unico sistema di governance. Questo cambiamento richiede alle organizzazioni di ripensare i propri modelli di gestione, superando l’approccio frammentato in favore di una visione olistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Per i professionisti della privacy, in particolare, si apre una fase di profonda trasformazione. Il loro ruolo non si limita più alla semplice verifica della conformità al GDPR, ma si estende alla costruzione di assetti organizzativi integrati. La protezione dei dati deve diventare un pilastro dei processi decisionali e dei sistemi di controllo interno, con il <strong>Data Protection Officer (DPO)</strong> chiamato a un dialogo costante con il board aziendale, le funzioni di risk management e l’internal audit.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un DPO più strategico, meno burocratico</strong><br>&nbsp;Il DPO non è più un mero garante della conformità normativa, ma un attore chiave nella definizione delle politiche aziendali. Il suo contributo deve andare oltre la mera verifica documentale, abbracciando una prospettiva proattiva che anticipi i rischi e guidi l’innovazione in modo responsabile. Questo richiede competenze trasversali e una capacità di dialogo con le diverse funzioni aziendali, per assicurare che la protezione dei dati sia sempre al centro delle strategie organizzative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;In un contesto in cui la digitalizzazione avanza a ritmo sostenuto, il Dlgs 47/2026 rappresenta un’opportunità per le aziende che sapranno cogliere la sfida di una governance unificata, dove sicurezza, privacy e innovazione si integrano in un unico framework.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte Federprivacy</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintesi elaborata da ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata da Staff Actainfo<br></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Corso Cybersecurity</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/corso-cybersecurity-sicurezza-informatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:37:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[actafad]]></category>
		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza informatica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=14742</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il corso online &#8220;Cybersecurity&#8221;, progettato e realizzato dallo Staff di Actainfo Academy, ha lo scopo di fornire ai dipendenti, funzionari pubblici e professionisti una&#160;preparazione aggiornata&#160;sulle principali sfide legate alla&#160;cybersecurity, promuovendo al contempo una cultura condivisa della sicurezza digitale. Attraverso un percorso strutturato in&#160;moduli tematici, i partecipanti apprenderanno i concetti fondamentali della sicurezza informatica, le tipologie [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/corso-cybersecurity-sicurezza-informatica/">Corso Cybersecurity</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il corso online &#8220;Cybersecurity&#8221;, progettato e realizzato dallo Staff di Actainfo Academy, ha lo scopo di fornire ai dipendenti, funzionari pubblici e professionisti una&nbsp;<strong>preparazione aggiornata</strong>&nbsp;sulle principali sfide legate alla&nbsp;<strong>cybersecurity</strong>, promuovendo al contempo una cultura condivisa della sicurezza digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso un percorso strutturato in&nbsp;<strong>moduli tematici</strong>, i partecipanti apprenderanno i concetti fondamentali della sicurezza informatica, le tipologie di minacce più comuni (come malware, phishing e ransomware), e le buone pratiche da adottare per&nbsp;<strong>proteggere credenziali, dispositivi, reti e dati sensibili.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Verrà posta particolare attenzione alla&nbsp;<strong>gestione degli incidenti informatici</strong>, agli&nbsp;<strong>obblighi normativi introdotti dalla direttiva NIS2,</strong>&nbsp;e al ruolo attivo che ogni persona deve assumere nella difesa dell&#8217;infrastruttura digitale dell&#8217;ente o dell&#8217;azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il corso è progettato con un linguaggio chiaro, rendendolo adatto anche a chi non possiede competenze tecniche avanzate, ma desidera comprendere come comportarsi in modo sicuro nell&#8217;uso quotidiano delle tecnologie digitali.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="yui_3_18_1_1_1775118474965_22">Obiettivi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Fornire una&nbsp;<strong>visione completa e aggiornata</strong>&nbsp;della cybersecurity nel contesto lavorativo.<br>&#8211; Sensibilizzare sul ruolo dell&#8217;utente nella&nbsp;<strong>prevenzione dei rischi digitali.</strong><br>&#8211; Illustrare le principali tecniche di&nbsp;<strong>difesa individuale e organizzativa.</strong><br>&#8211; Rafforzare la&nbsp;<strong>conformità normativa</strong>, in particolare rispetto alla Direttiva NIS2.<br>&#8211; Promuovere comportamenti responsabili e una&nbsp;<strong>cultura della sicurezza condivisa.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Destinatari</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I destinatari del corso sono i Dipendenti </strong>e <strong>Collaboratori </strong>della Pubblica Amministrazione, gli&nbsp;<strong>Impiegati aziendali</strong>&nbsp;e collaboratori di qualsiasi settore produttivo, i Responsabili di ufficio, team leader e figure con responsabilità gestionali e Professionisti e cittadini interessati a&nbsp;<strong>rafforzare la propria sicurezza digitale.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Struttura</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il corso è strutturato in<strong>&nbsp;12 moduli</strong>&nbsp;e<strong>&nbsp;58 lezioni</strong>&nbsp;per una durata complessiva di&nbsp;<strong>8 ore</strong>. Il soggetto iscritto ha a disposizione la piattaforma di e-learning con&nbsp;<strong>accesso 24H</strong>&nbsp;per<strong>&nbsp;30 giorni</strong>, periodo entro il quale terminare l&#8217;iter formativo.<br>Il cliente potrà richiedere una <strong>proroga </strong>di ulteriori 30 giorni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le lezioni contengono&nbsp;<strong>materiale didattico</strong>&nbsp;testuale, immagini, video e link di approfondimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine del modulo è previsto un<strong>&nbsp;questionario intermedio</strong>&nbsp;per la valutazione dell&#8217;apprendimento. Il questionario viene superato rispondendo esattamente all&#8217;80% delle domande. Nell&#8217;ultimo modulo è prevista la somministrazione del&nbsp;<strong>questionario finale</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Strumenti.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il corsista avrà a disposizione:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>La&nbsp;<strong>piattaforma</strong>&nbsp;di formazione a distanza per 30 giorni</li>



<li>La&nbsp;<strong>email</strong>&nbsp;riservata&nbsp;<a href="mailto:gdpr@actainfo"></a><a href="mailto:gdpr@actainfo.it">gdpr@actainfo.it</a>&nbsp;alla quale indirizzare messaggi destinati al docente e alla segreteria del corso</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Attestato</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il superamento di tutti i questionari intermedi e del questionario finale permette di conseguire l&#8217;<strong>Attestato</strong>&nbsp;individuale che certifica la partecipazione al corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="yui_3_18_1_1_1773675640913_22">Per i corsi di formazione realizzati da Actainfo sono stati rilasciati&nbsp;<em><strong>oltre 1.300 attestati</strong></em>&nbsp;in&nbsp;<strong>corsi specialistici</strong>&nbsp;nei settori: ICT, privacy, intelligenza artificiale.<br>Hanno partecipato ai corsi di formazione di Actainfo&nbsp;<strong>dipendenti&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>collaboratori&nbsp;</strong>di&nbsp;<strong>Enti pubblici</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Imprese</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori in formazioni e l’iscrizione accedi al corso:<br><a href="https://www.actafad.it/local/staticpage/view.php?page=corso_cybersecurity ">https://www.actafad.it/local/staticpage/view.php?page=corso_cybersecurity </a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Igino Addari<br>Web Press Media Reporter</p>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<iframe src="https://reporter.wrep.eu/"certificate/68dff19313f267579b72e24370e080b4" frameborder="0" style='width:100%'></iframe>



<pre class="wp-block-code"><code>

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			</item>
		<item>
		<title>Obbligo su amministrazione trasparente &#8211; Da Giugno 2026 Manuale di conservazione e nomina del Responsabile della conservazione</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/obbligo-su-amministrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Igino Addari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:49:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024/2026 ha inserito una specifica Linea di azione (RA 3.3.1) che prevede entro giugno 2026 l’obbligo per le PA di verificare la pubblicazione in “Amministrazione trasparente” del Manuale di conservazione e la nomina del Responsabile della conservazione, già obbligatoria dal 1 gennaio 2022, come previsto da Linee Guida AgID sulla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024/2026 </strong>ha inserito una specifica Linea di azione (RA 3.3.1) che<strong> prevede entro giugno 2026 l’obbligo per le PA di verificare la pubblicazione in “Amministrazione trasparente” del Manuale di conservazione</strong> e <strong>la nomina del Responsabile della conservazione</strong>, già obbligatoria dal 1 gennaio 2022, come previsto da <strong><a href="https://www.agid.gov.it/sites/agid/files/2024-06/Linee_guida_sul_documento_informatico.pdf">Linee Guida AgID sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici</a> </strong>(Determinazioni 407/2020 e 371/2021).</p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Come da citate <strong><a href="https://www.agid.gov.it/sites/agid/files/2024-06/Linee_guida_sul_documento_informatico.pdf">Linee Guida AgID sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici</a></strong>, tutti i soggetti detentori di documenti informatici, <strong>enti pubblici e imprese</strong>, sono obbligati a <strong>nominare</strong>:</p>
<p></p>
<ul class="wp-block-list">
<li style="list-style-type: none;">
<ul></ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>il <strong>Responsabile della Conservazione</strong>: dirigente o un funzionario interno formalmente designato e in possesso di idonee <strong>competenze giuridiche, informatiche ed archivistiche</strong>, può essere svolto dal responsabile della gestione documentale e opera d’intesa con il responsabile del trattamento dei dati personali, con il responsabile della sicurezza e con il responsabile dei sistemi informativi  <strong>art. 4.5 </strong>delle citate<strong> Linee Guida AGID </strong>e <strong>art. 44, comma 1-quater, del CAD</strong>;</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>il <strong>Responsabile della Gestione</strong>  <strong>documentale</strong>  <strong>art. 61 TUDA</strong> (<em>Testo unico sulla documentazione amministrativa): </em>al servizio è preposto un dirigente ovvero un funzionario, comunque in possesso di idonei requisiti professionali o di <strong>professionalità tecnico archivistica </strong>acquisita a seguito di processi di formazione definiti secondo le procedure prescritte dalla disciplina vigente;</li>
<li>
<p>nominare, seconddo la grandezza dell&#8217;organizzazione, ulteriori figure di vicari nei servizi di gestione e conservazione documentale previsti dalle citate Linee guida</p>
</li>
<li>
<p><strong>adottare e tenere aggiornati </strong>i seguenti manuali:</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p></p>
<ul>
<li>il Manuale di Conservazione;</li>
</ul>
<p></p>
<ul>
<li>il Manuale di Gestione Documentale.</li>
</ul>
<p></p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading">Manuale di Conservazione</h2>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Manuale di conservazione</strong> è un documento informatico obbligatorio, redatto dal Responsabile della Conservazione, che descrive dettagliatamente l&#8217;organizzazione, le procedure, le infrastrutture IT e le misure di sicurezza adottate per la conservazione digitale dei documenti.</p>
<p> </p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading">Manuale di Gestione Documentale</h2>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Il Manuale di Gestione Documentale è uno <strong>strumento fondamentale di governance e pianificazione</strong>: definisce il sistema informatico di gestione dei documenti e fornisce le istruzioni operative per il corretto funzionamento del protocollo informatico, dei flussi documentali e degli archivi. La sua redazione <strong>richiede un approccio multidisciplinare</strong> che integri competenze di archivistica, informatica, diritto amministrativo, sicurezza dei dati e privacy.</p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Le sopracitate Linee guida adottate da AGID (Agenzia per l’Italia Digitale), ai sensi dell’<strong>art. 71 </strong>del <strong>CAD</strong>, hanno carattere vincolante e assumono valenza “erga omnes”.</p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Actainfo da anni supporta i clienti con un <strong>servizio completo che si avvale di uno staff dotato di competenze archivistiche,</strong><strong> informatiche e giuridiche e include</strong>, su richiesta:</p>
<p></p>
<ul class="wp-block-list">
<li style="list-style-type: none;">
<ul></ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><strong>la redazione e aggiornamento dei Manuali </strong>e relativi<strong> allegati</strong>;</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><strong>l’utilizzo del software Actakeep </strong>dedicato all’assolvimento degli adempimenti di conservazione a norma delle Linee guida AGID.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">La mancata applicazione delle disposizioni contenute nelle <strong>Linee Guida di AGID</strong> comporta la <strong>sanzione pecuniaria</strong> da 10.000 a 100.000 Euro ai sensi dell’<strong>art. 18 bis</strong> del <strong>CAD</strong>.</p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ricordiamo che tali figure di responsabili sono obbligatorie anche per le aziende private che detengono documenti informatici.</strong></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Trovate <strong><a href="https://www.actainfo.it/conservazione-sostitutiva/">QUI</a> </strong>maggiori informazioni sul servizio per la conservazione documentale prestato da Actainfo. Potete anche contattare direttamente per un preventivo o chiarimenti scrivendo a <a href="mailto:commerciale@actainfo.it">commerciale@actainfo.it</a> .</p>
<p></p><p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/obbligo-su-amministrazione/">Obbligo su amministrazione trasparente &#8211; Da Giugno 2026 Manuale di conservazione e nomina del Responsabile della conservazione</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le nuove linee guida AgID per l’accessibilità dei servizi digitali</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/linee-guida-agid-accessibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 07:52:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[agid]]></category>
		<category><![CDATA[AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=14721</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha recentemente adottato le nuove Linee guida sull’accessibilità dei servizi digitali, approvate con la determinazione n. 38 del 4 marzo 2026 e pubblicate nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale di AgID. Il documento rappresenta un tassello fondamentale per garantire che i servizi digitali siano fruibili da tutti i cittadini, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha recentemente adottato le nuove <strong>Linee guida sull’accessibilità dei servizi digitali</strong>, approvate con la determinazione n. 38 del 4 marzo 2026 e pubblicate nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale di AgID. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento rappresenta un tassello fondamentale per garantire che i servizi digitali siano fruibili da tutti i cittadini, nel rispetto dei principi di <strong>inclusione </strong>e accessibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le linee guida si inseriscono nel quadro normativo delineato dal decreto legislativo n. 82 del 2022, che recepisce nell’ordinamento italiano la direttiva europea 2019/882, nota come <em>European Accessibility Act (EAA)</em>. <br>L’obiettivo è assicurare che i servizi digitali rispettino standard uniformi di accessibilità, sia per la pubblica amministrazione che per i soggetti privati operanti in settori strategici come banche, commercio elettronico, trasporti, comunicazioni e editoria digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un sistema di regole concrete per l’accessibilità</strong><br>Le nuove disposizioni non si limitano a principi generali, ma introducono un sistema articolato di regole tecniche, obblighi e strumenti di controllo. Tra i punti di maggiore rilievo:<br>&#8211; L’ampiezza dell’ambito di applicazione, che coinvolge non solo le amministrazioni pubbliche, ma anche una vasta gamma di operatori privati.<br>&#8211; L’introduzione di criteri misurabili e verificabili, che trasformano l’accessibilità da principio astratto a requisito concreto.<br>&#8211; La definizione di requisiti tecnici dettagliati per garantire la fruibilità dei servizi anche da parte di persone con disabilità sensoriali, motorie o cognitive.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il ruolo di AgID come autorità di vigilanza</strong><br>Con queste linee guida, AgID rafforza il proprio ruolo di autorità di vigilanza, incaricata di monitorare il rispetto degli standard di accessibilità. <br>Il documento introduce strumenti operativi per la verifica della conformità, assicurando che i servizi digitali siano progettati e gestiti nel rispetto delle normative vigenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un impegno verso l’inclusione digitale</strong><br>Le nuove disposizioni si inseriscono in un percorso già avviato: dal 2025, l’accessibilità digitale è diventata un obbligo per molti servizi, con possibili conseguenze in caso di mancato adeguamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le linee guida rappresentano, quindi, un passo significativo verso un modello di servizi digitali più inclusivi, contribuendo a uniformare le pratiche a livello nazionale e a rendere più chiari gli obblighi per amministrazioni e imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>Linee Guida sulla accessibilità </strong>sono pubblicate, al seguente link: <br><a href="https://trasparenza.agid.gov.it/page/103/details/5554/adozione-delle-linee-guida-agid-sullaccessibilita-dei-servizi-in-attuazione-dellart-21-del-decreto-legislativo-n-82-del-2022.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://trasparenza.agid.gov.it/page/103/details/5554/adozione-delle-linee-guida-agid-sullaccessibilita-dei-servizi-in-attuazione-dellart-21-del-decreto-legislativo-n-82-del-2022.html</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintesi elaborata da ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata per Actainfo<br>da Dott. Igino Addari</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Novità Fascicolo Sanitario Elettronico per  strutture sanitarie e pazienti</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/fascicolo-sanitario-elettronico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 08:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=14653</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) entra nella sua fase definitiva, con l’obiettivo di superare le disomogeneità territoriali e promuovere un utilizzo sempre più diffuso da parte dei cittadini. Il sistema, che avrà la piena operatività entro giugno 2026, introduce importanti novità per medici, strutture sanitarie e pazienti, con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità, la tempestività e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) entra nella sua fase definitiva, con l’obiettivo di superare le disomogeneità territoriali e promuovere un utilizzo sempre più diffuso da parte dei cittadini. <br>Il sistema, che avrà la <strong>piena operatività entro giugno 2026</strong>, introduce <strong>importanti novità </strong>per medici, strutture sanitarie e pazienti, con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità, la tempestività e la qualità delle cure.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa cambia per i professionisti sanitari</strong><br><strong>Entro fine marzo</strong>, tutte le strutture sanitarie – pubbliche e private – devono adeguarsi a un formato standard per la <strong>trasmissione dei documenti sanitari</strong>. <br>Questo include <strong>poliambulatori</strong>, <strong>centri medici privati</strong>, <strong>studi odontoiatrici</strong>, <strong>fisioterapici</strong>, <strong>laboratori di analisi</strong> e <strong>cliniche private</strong>. <br>I referti dovranno essere <strong>caricati tempestivamente</strong> dopo la prestazione, assicurando uniformità e rapidità nell’aggiornamento del FSE.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le novità operative, spicca l’introduzione del <strong>profilo sanitario sintetico (Patient Summary)</strong>, una sintesi delle informazioni essenziali sullo stato di salute del paziente. Questo documento, compilato e aggiornato dal medico di medicina generale, può essere consultato anche in assenza di consenso esplicito in situazioni di emergenza, consentendo interventi tempestivi. <br>Il FSE, inoltre,  consente ai professionisti sanitari di accedere alla <strong>storia clinica del paziente</strong>, riducendo la duplicazione di esami e accelerando gli interventi, soprattutto in ambito di emergenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le nuove funzionalità per i cittadini</strong><br>I <strong>pazienti </strong>possono ora <strong>caricare direttamente</strong> i propri documenti sanitari nel FSE accedendo con SPID all&#8217;indirizzo: <a href="https://www.fascicolosanitario.gov.it/portale/accedi-al-fascicolo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.fascicolosanitario.gov.it/portale/accedi-al-fascicolo</a> . </p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla nuova funzione <strong>&#8220;Aggiungi documento&#8221;</strong>, è possibile inserire <strong>referti</strong>, <strong>certificati </strong>o <strong>altri documenti</strong> in formato <strong>Pdf</strong>, <strong>Jpg </strong>o <strong>Png</strong>, fino a un massimo di 10 MB per documento. <br>Questa opportunità consente di costruire un <strong>archivio sanitario</strong> sempre aggiornato e accessibile da casa, utile per consultare esami, evitare duplicazioni di visite e analisi, e risparmiare tempo e costi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I cittadini possono anche caricare documenti ottenuti all’estero o nel settore privato, contribuendo a un quadro sanitario più completo. Tuttavia, non è possibile inserire video. Gli utenti mantengono il pieno controllo sui propri dati: possono oscurare o cancellare i documenti in qualsiasi momento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un sistema in evoluzione per un’assistenza sempre più efficiente</strong><br>Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 rappresenta un passo avanti significativo verso un’assistenza sanitaria più integrata, trasparente e accessibile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie all&#8217;introduzione di queste innovazioni, <strong>medici </strong>e <strong>pazienti </strong>potranno beneficiare di un sistema più efficiente, con informazioni sempre aggiornate e facilmente condivisibili. <br>L’obiettivo è garantire un’assistenza sanitaria di qualità, riducendo gli sprechi e migliorando la tempestività degli interventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonti: Fascicolo Sanitario Elettronico, TGCOM24</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintesi elaborata da ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata per Actainfo<br>da Dott. Igino Addari</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Anac: 10 Schemi per dichiarazioni di inconferibilità e incompatibilità</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/modelli-standardizzati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 17:59:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[rpct]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=14649</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con la delibera n. 92 dell’11 marzo 2026, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha approvato dieci modelli standardizzati per la redazione delle dichiarazioni relative alla insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi, come previsto dall’art. 20 del d.lgs. 39/2013. Questi strumenti&#160; sono frutto di un confronto con il Garante per la protezione dei dati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="14649" class="elementor elementor-14649">
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<p>Con la <strong>delibera n. 92 dell’11 marzo 2026</strong>, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha approvato dieci modelli standardizzati per la redazione delle dichiarazioni relative alla insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi, come previsto dall’<strong>art. 20 del d.lgs. 39/2013</strong>. Questi strumenti&nbsp; sono frutto di un confronto con il Garante per la protezione dei dati personali, l’Istat, l’Agid e la Conferenza unificata, nonché di una consultazione pubblica.&nbsp;<br>Sono stati pensati per agevolare le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici e gli enti di diritto privato in controllo pubblico nell’adempimento degli obblighi dichiarativi.</p>
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<p><strong>Un supporto per Rpct e soggetti interessati</strong><br>I dieci modelli, distinti per tipologia di ente, si suddividono in cinque schemi per la dichiarazione sull’assenza di cause di inconferibilità e cinque per quella sull’assenza di cause di incompatibilità.&nbsp;<br>Tra questi, sono previsti moduli specifici per gli enti del servizio sanitario, in relazione ai dirigenti non medici o agli incarichi di direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo e direttore socio-sanitario.</p>
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<p>L’obiettivo è duplice: semplificare la compilazione per i soggetti interessati e agevolare l’attività di controllo dei Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza (<strong>Rpct</strong>). <br>Gli schemi, uniformi e di facile utilizzo, contribuiranno inoltre a migliorare la gestione della sezione <em><strong>Amministrazione/Società Trasparente</strong></em> dei siti web istituzionali, dove le dichiarazioni devono essere pubblicate. <br>A tal fine, Anac ha previsto l’<strong>oscuramento</strong> <strong>preventivo</strong> della firma autografa del sottoscrittore, in ottemperanza alla normativa sulla protezione dei dati personali.</p>
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<p><strong>Sperimentazione e miglioramento continuo</strong><br>I modelli dichiarativi saranno oggetto di una s<strong>perimentazione volontaria</strong> della durata di <strong>12 mesi</strong>, a partire dalla pubblicazione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale.&nbsp;<br>Al termine di questo periodo, gli schemi potranno essere aggiornati e migliorati sulla base dei rilievi e delle esperienze delle amministrazioni coinvolte.</p>
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<p><strong>Indicazioni operative e vigilanza</strong><br>La tematica delle dichiarazioni di inconferibilità e incompatibilità è stata recentemente affrontata anche con la delibera n. 464 del 26 novembre 2025, con cui Anac ha fornito indicazioni aggiornate sull’esercizio del potere di vigilanza e accertamento. In particolare, è stata sottolineata l’importanza di dettagliare, nel Piano integrato di attività e organizzazione (<strong>Piao</strong>) o nel Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza (<strong>Ptpct</strong>), le modalità per l’acquisizione e la verifica delle dichiarazioni. <br>L’Autorità ha, inoltre, ribadito l’obbligo di sottoporre il modulo di dichiarazione al soggetto interessato, <strong>preferibilmente previa informativa</strong> chiara, e di pubblicare le dichiarazioni nella sezione <em>Amministrazione/Società Trasparente</em> del sito istituzionale.</p>
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<p><strong>Pareri preventivi e tutela</strong><br>Le amministrazioni possono richiedere un <strong>parere preventivo </strong>ad Anac prima del conferimento di un incarico, presentando una richiesta sottoscritta dal legale rappresentante o dal Rpct. <br>Sebbene il parere dell’Autorità non sia vincolante, in caso di discostamento dall’interpretazione fornita e di successiva segnalazione, Anac potrà avviare un’attività di vigilanza.</p>
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<p><strong>Come accedere ai modelli</strong><br>I dieci modelli dichiarativi sono disponibili sul sito istituzionale di Anac, sia come <strong>allegati </strong>alla delibera n. 92/2026 che nella sezione tematica dedicata alla materia dell’inconferibilità e incompatibilità degli incarichi.&nbsp;<br>Questi strumenti rappresentano un ulteriore passo verso la semplificazione degli adempimenti e la promozione della trasparenza nella pubblica amministrazione.</p>
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<p>Per ulteriori informazioni, è possibile consultare la delibera e i relativi allegati cliccando sul seguente link:<br><a href="https://www.anticorruzione.it/-/del.n.92-11.03.2026" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.anticorruzione.it/-/del.n.92-11.03.2026</a></p>
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<p>Fonte: ANAC</p>
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<p>Sintesi elaborata da ActyAI di Actainfo&nbsp;<img decoding="async" class="alignnone wp-image-13954" src="https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2025/12/acty-Chatbot-AI-Actainfo-300x236-1.png" alt="ActyAI" width="32" height="25"><br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata da Dott. Igino Addari</p>
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		<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/modelli-standardizzati/">Anac: 10 Schemi per dichiarazioni di inconferibilità e incompatibilità</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
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