<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Privacy Archivi - Actainfo</title>
	<atom:link href="https://www.actainfo.it/tag/privacy/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.actainfo.it/tag/privacy/</link>
	<description>Soluzioni informatiche ICT. Applicativi web cloud saas per la Pubblica Amministrazione, Imprese e Professionisti. Privacy GDPR, E-Learning</description>
	<lastBuildDate>Tue, 04 Aug 2026 14:03:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<image>
	<url>https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2022/07/cropped-logo_actainfo-1-32x32.png</url>
	<title>Privacy Archivi - Actainfo</title>
	<link>https://www.actainfo.it/tag/privacy/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Actainfo ha sottoscritto Codice trasparenza UE Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/actainfo-codice-trasparenza-ai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 07:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[INTELLIGENZA ARTIFICIALE]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=15585</guid>

					<description><![CDATA[<p>Actainfo srl è pubblicata nell&#8217;Elenco, gestito dalla Commissione UE, dei firmatari del Codice trasparenza AI tra le 190 organizzazioni Europee che hanno sottoscritto, il 31 luglio 2026, il “𝗖𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼𝘁𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮 Intelligenza Artificiale“. L&#8217;elenco è suddiviso in 2 parti tra 83 fornitori di sistemi AI e 152 distributori.Actainfo è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/actainfo-codice-trasparenza-ai/">Actainfo ha sottoscritto Codice trasparenza UE Intelligenza Artificiale</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Actainfo srl è pubblicata nell&#8217;<strong>Elenco</strong>, gestito dalla <strong>Commissione UE</strong>, dei firmatari del <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/strong-backing-code-practice-transparency-ai-generated-content" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Codice trasparenza AI</a> tra le 190 organizzazioni Europee che hanno sottoscritto, il 31 luglio 2026, il “𝗖𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼𝘁𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮 <strong>Intelligenza Artificiale</strong>“. <br>L&#8217;elenco è suddiviso in 2 parti tra 83 fornitori di sistemi AI e 152 distributori.<br><strong>Actainfo</strong> è compreso nel primo elenco,<strong> tra gli 83 fornitori di AI nei 27 paesi UE</strong>, che include, tra gli altri: Anthropic, Google, Meta, Microsoft, Mistral, Open AI.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/code-practice-ai-generated-content" target="_blank" rel="noreferrer noopener">codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall&#8217;IA</a> illustra in dettaglio una serie di misure per aiutare i fornitori e gli operatori di sistemi di IA generativi a rispettare gli obblighi giuridici di <strong>contrassegnare </strong>ed <strong>etichettare </strong>i contenuti generati da AI. <br>Il codice attribuisce ai <strong>firmatari </strong>un <strong>percorso semplificato</strong>, giuridicamente certo che <strong>garantisce e dimostra la conformità</strong> dell&#8217;Intelligenza Artificiale fornita da Actainfo al AI ACT <strong>Regolamento Europeo n. 2004/1689</strong>, che prevede <strong>sanzioni </strong>fino a 35 milioni di Euro o al 7% del fatturato secondo la gravità dell&#8217;inadempienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli obblighi di cui all&#8217;<strong>articolo 50</strong> del Regolamento Europeo AI ACT ( trasparenza per i fornitori e gli operatori di sistemi di AI generativi) contrastano i rischi di inganno e manipolazione, promuovendo l&#8217;integrità dell&#8217;ecosistema dell&#8217;informazione. <br>Tali obblighi di trasparenza, applicabili <strong>a decorrere dal 2 agosto 2026</strong>, integrano altre norme come quelle per i sistemi di AI ad alto rischio o <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/contents-code-gpai" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i modelli di IA per finalità generali.</a> Esse riguardano la <strong>marcatura</strong>, l&#8217;individuazione dei contenuti generati da AI e l&#8217;etichettatura dei deepfake e di alcune pubblicazioni generate da AI.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="387" height="304" src="https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2026/08/acty-Chatbot-AI-Actainfo.png" alt="" class="wp-image-15600" style="width:129px;height:auto" srcset="https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2026/08/acty-Chatbot-AI-Actainfo.png 387w, https://www.actainfo.it/wp-content/uploads/2026/08/acty-Chatbot-AI-Actainfo-300x236.png 300w" sizes="(max-width: 387px) 100vw, 387px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ActyAI</strong>, è il chatbot di&nbsp;<strong>Intelligenza artificiale</strong> &nbsp;realizzato da Actainfo con tecnologia <strong>europea</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; presente come<strong>&nbsp;assistente interno</strong>&nbsp;nei&nbsp;<a href="https://www.actainfo.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">software</a>&nbsp;, <strong>qualificati ACN</strong>, realizzati da Actainfo nei seguenti settori operativi:<br>&#8211; applicativi servizi digitali <br>&#8211; siti web, <br>&#8211; amministrazione trasparente, <br>&#8211; privacy GDPR, <br>&#8211; cybersecurity, <br>&#8211; whistleblowing,  <br>&#8211; conservazione Agid, <br>&#8211; accessibilità foia, <br>&#8211; transizione digitale, <br>&#8211; gestione albi professionali, <br>&#8211; Formazione on line.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Articolo elaborato da intelligenza artificiale ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionato da Redazione Actainfo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: Commissione Europea UE</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/actainfo-codice-trasparenza-ai/">Actainfo ha sottoscritto Codice trasparenza UE Intelligenza Artificiale</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovo Modello europeo EDPB notifica data breach: osservazioni entro il 5 agosto</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/modello-europeo-data-breach/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Gdpr]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Protezione dati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=15568</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Comitato europeo per la protezione dei dati – EDPB – ha avviato una consultazione pubblica sul nuovo modello europeo di notifica dei data breach. Il documento è destinato principalmente alle Autorità nazionali per la protezione dei dati e dovrebbe essere implementato attraverso strumenti informatici dedicati. L’obiettivo è rendere più uniforme e guidata la raccolta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/modello-europeo-data-breach/">Nuovo Modello europeo EDPB notifica data breach: osservazioni entro il 5 agosto</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Comitato europeo per la protezione dei dati – <strong>EDPB </strong>– ha avviato una consultazione pubblica sul <strong>nuovo modello europeo di notifica dei data breach</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento è destinato principalmente alle Autorità nazionali per la protezione dei dati e dovrebbe essere implementato attraverso strumenti informatici dedicati. L’obiettivo è rendere più uniforme e guidata la raccolta delle informazioni richieste alle organizzazioni quando si verifica una violazione di dati personali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La consultazione resterà aperta fino alle ore 23:59 del 5 agosto 2026.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un modello comune per le Autorità europee</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello predisposto dall’EDPB introduce una struttura comune che comprende valori predefiniti, indicazioni operative e campi condizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi ultimi permetteranno di richiedere determinate informazioni solo quando risultano effettivamente necessarie in base alle caratteristiche della violazione. La compilazione potrebbe quindi diventare più chiara, coerente e meno dispersiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello è stato pensato soprattutto per essere integrato negli strumenti digitali utilizzati dalle Autorità di controllo dei diversi Stati membri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine della consultazione, l’EDPB valuterà le osservazioni ricevute e stabilirà le tempistiche per la futura implementazione pratica da parte delle Autorità nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella fase attuale, quindi, il nuovo modello non sostituisce i portali o le procedure nazionali già utilizzati per notificare le violazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli obblighi del GDPR restano invariati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta non modifica gli obblighi previsti dall’articolo 33 del GDPR.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il titolare del trattamento deve notificare una violazione all’Autorità di controllo senza ingiustificato ritardo e, ove possibile, <strong>entro 72 ore </strong>dal momento in cui ne è venuto a conoscenza, salvo che il data breach sia improbabile che presenti un rischio per i diritti e le libertà delle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La notifica deve contenere almeno:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la natura della violazione;</li>



<li>le categorie e il numero approssimativo degli interessati coinvolti;</li>



<li>le categorie e il numero approssimativo dei dati violati;</li>



<li>i contatti del Responsabile della protezione dei dati o di un altro referente;</li>



<li>le probabili conseguenze della violazione;</li>



<li>le misure adottate o previste per contenerne gli effetti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quando non è possibile fornire tutte le informazioni entro le prime 72 ore, il GDPR consente di trasmetterle successivamente in più fasi, senza ulteriori ritardi ingiustificati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la violazione può comportare un rischio elevato per le persone coinvolte, può inoltre diventare necessaria la comunicazione agli interessati prevista dall’articolo 34 del GDPR.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa potrebbe cambiare per aziende ed enti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’adozione di un modello comune potrebbe ridurre le differenze procedurali tra i diversi Paesi europei e facilitare la gestione delle violazioni che interessano più Stati membri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una struttura digitale più guidata potrebbe aiutare le organizzazioni a individuare con maggiore precisione le informazioni necessarie e a ridurre errori, omissioni o richieste successive di integrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo modello, tuttavia, <strong>non sostituirà la valutazione del rischio</strong> effettuata dal titolare del trattamento. La decisione di notificare o meno una violazione continuerà a richiedere un’analisi documentata delle circostanze, dei dati coinvolti e delle possibili conseguenze per gli interessati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le procedure devono essere pronte prima dell’incidente</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La finestra delle 72 ore rende indispensabile preparare in anticipo ruoli, contatti e flussi decisionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Aziende</strong>, <strong>enti pubblici</strong> e <strong>professionisti </strong>dovranno <strong>verificare</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>come vengono segnalati internamente gli incidenti informatici;</li>



<li>chi deve coinvolgere il DPO e l’Autorità di controllo;</li>



<li>quali informazioni devono essere raccolte dal personale e dai fornitori;</li>



<li>come vengono documentate le decisioni di notificare o non notificare;</li>



<li>se i responsabili esterni del trattamento (art. 28 GDPR) sono tenuti a comunicare tempestivamente eventuali violazioni;</li>



<li>se esiste un registro aggiornato dei data breach, compresi quelli non notificati.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo modello europeo non rappresenta quindi un ulteriore adempimento già operativo, ma indica chiaramente la direzione intrapresa: notifiche più uniformi, digitali e strutturate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il termine delle 72 ore, invece, resta invariato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: <a href="https://www.edpb.europa.eu/public-consultations/template-for-personal-data-breach-notification_en">European Data Protection Board</a> – <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A02016R0679-20160504">Regolamento europeo sulla protezione dei dati</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Elaborato da intelligenza artificiale ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionato da Redazione Actainfo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/modello-europeo-data-breach/">Nuovo Modello europeo EDPB notifica data breach: osservazioni entro il 5 agosto</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Data breach Wind Tre: sanzione da 1,7 milioni e oltre 365mila clienti coinvolti</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/data-breach-wind3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 14:06:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=15365</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Garante privacy ha inflitto a Wind Tre una sanzione di 1.715.600 euro per gravi carenze nella sicurezza dei sistemi aziendali, emerse in seguito a due accessi abusivi che hanno portato alla sottrazione dei dati personali di oltre 365mila clienti. Per 41.359 persone, la violazione ha coinvolto anche informazioni relative ai metodi di pagamento utilizzati, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/data-breach-wind3/">Data breach Wind Tre: sanzione da 1,7 milioni e oltre 365mila clienti coinvolti</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Garante privacy ha inflitto a Wind Tre una sanzione di <strong>1.715.600 euro</strong> per gravi carenze nella sicurezza dei sistemi aziendali, emerse in seguito a due accessi abusivi che hanno portato alla sottrazione dei dati personali di oltre 365mila clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per 41.359 persone, la violazione ha coinvolto anche informazioni relative ai metodi di pagamento utilizzati, tra cui IBAN, bollettini postali e dati parzialmente oscurati delle carte di credito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due attacchi partiti dai punti vendita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I due data breach, notificati dalla società nel febbraio 2025, hanno riguardato due distinti punti vendita Wind Tre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto ricostruito dal Garante, gli attaccanti si sarebbero presentati telefonicamente come tecnici dell’assistenza, convincendo gli operatori a concedere l’accesso remoto ai dispositivi utilizzati per collegarsi ai sistemi aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso tecniche di social engineering, i criminali sono riusciti a ottenere i fattori di autenticazione necessari e ad accedere alle banche dati della società. Nel secondo attacco sono state effettuate circa due milioni di richieste automatiche, arrivando a violare i dati di 365.048 clienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo errore umano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda evidenzia uno degli aspetti più delicati della sicurezza informatica: la formazione degli operatori è indispensabile, ma da sola non è sufficiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell’istruttoria, il Garante ha rilevato criticità nella gestione delle credenziali di accesso, delle password, dei certificati digitali e delle relative chiavi private.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono, inoltre, emerse carenze nei controlli applicati ad alcune <strong>API</strong>, cioè le interfacce utilizzate dai sistemi informatici per comunicare e scambiarsi informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le verifiche di sicurezza effettuate in precedenza non avevano individuato vulnerabilità che, secondo l’Autorità, sarebbero potute emergere attraverso <strong>vulnerability assessment</strong> più approfonditi e <strong>penetration test </strong>specificamente rivolti alle API.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le violazioni contestate dal Garante</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Garante per la protezione dei dati personali ha accertato la violazione dei principi di integrità e riservatezza dei dati personali e degli obblighi di sicurezza previsti dal GDPR.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Autorità ha ordinato a Wind Tre di rafforzare le misure tecniche e organizzative adottate, prevedendo in particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sistemi sicuri per la conservazione dei certificati digitali;</li>



<li>password manager per gli operatori dei punti vendita;</li>



<li>procedure formalizzate per la gestione, distribuzione, revoca e rinnovo delle credenziali;</li>



<li>strumenti dedicati alla protezione delle chiavi crittografiche;</li>



<li>maggiori controlli sulle API e sulle richieste anomale;</li>



<li>un rafforzamento delle procedure di sicurezza informatica.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Nel determinare l’importo della sanzione, il Garante ha considerato anche alcuni elementi attenuanti, tra cui la tempestiva notifica degli incidenti, la collaborazione della società e le misure correttive introdotte successivamente agli attacchi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio del social engineering</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso Wind Tre dimostra come gli attacchi informatici non sfruttino soltanto vulnerabilità tecniche, ma anche fiducia, distrazione e procedure operative poco solide.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un attaccante non deve necessariamente violare direttamente un firewall. Può fingersi un tecnico, contattare un dipendente e convincerlo a fornire l’accesso necessario.<br>Per questo motivo la cybersecurity deve combinare formazione del personale, autenticazione a più fattori, gestione sicura delle password, monitoraggio degli accessi e controlli automatici capaci di individuare comportamenti anomali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa devono fare aziende ed enti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le organizzazioni che trattano grandi quantità di dati personali devono adottare un approccio integrato alla sicurezza, evitando di considerare separatamente persone, processi e infrastrutture tecnologiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario verificare periodicamente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>come vengono conservate e condivise le credenziali;</li>



<li>quali soggetti possono accedere ai sistemi aziendali;</li>



<li>se gli operatori sono preparati a riconoscere richieste fraudolente;</li>



<li>se le API sono protette contro interrogazioni massive e automatizzate;</li>



<li>se vulnerability assessment e penetration test coprono l’intera superficie di attacco;</li>



<li>se esistono procedure rapide per bloccare credenziali e certificati compromessi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il GDPR non richiede una sicurezza teorica o documentata soltanto sulla carta. Le misure adottate devono essere effettivamente adeguate ai rischi e aggiornate rispetto alle tecniche, in continua evoluzione,  utilizzate dagli attaccanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sicurezza informatica è una responsabilità organizzativa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il data breach di Wind Tre rappresenta un richiamo importante per tutte le organizzazioni che affidano l’accesso ai propri sistemi a dipendenti, collaboratori, rivenditori o soggetti esterni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La protezione dei dati non dipende soltanto dalla tecnologia utilizzata, ma dalla capacità dell’organizzazione di definire <strong>regole</strong>, <strong>controlli</strong>, <strong>responsabilità </strong>e <strong>procedure </strong>coerenti lungo tutta la catena operativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.actainfo.it/" type="link" id="https://www.actainfo.it/">Actainfo</a> supporta imprese ed enti nella protezione dei dati personali, nella valutazione dei rischi informatici, nella formazione del personale e nell’adozione di misure tecniche e organizzative coerenti con il GDPR e con le migliori pratiche di cybersecurity.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonte:</strong> Garante per la protezione dei dati personali – Newsletter del 16 luglio 2026 e Provvedimento del 14 maggio 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elaborato da intelligenza artificiale ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionato da Redazione Actainfo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/data-breach-wind3/">Data breach Wind Tre: sanzione da 1,7 milioni e oltre 365mila clienti coinvolti</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sito condominiale: chi risponde in caso di furto dei dati?</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/sicurezza-data-breach-condomini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 08:22:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Protezione dati]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=15382</guid>

					<description><![CDATA[<p>Siti web condominiali, aree riservate, archivi digitali e piattaforme per la condivisione dei documenti trattano dati personali dei condomini: nominativi, recapiti, codici fiscali, quote, documenti contabili e, in alcuni casi, informazioni ancora più delicate. Se questi sistemi vengono violati, non si tratta solo di un problema tecnico. Si parla di data breach, cioè una violazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/sicurezza-data-breach-condomini/">Sito condominiale: chi risponde in caso di furto dei dati?</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Siti web</strong> condominiali, <strong>aree riservate</strong>, <strong>archivi digitali</strong> e <strong>piattaforme </strong>per la condivisione dei documenti trattano <strong>dati personali dei condomini</strong>: nominativi, recapiti, codici fiscali, quote, documenti contabili e, in alcuni casi, informazioni ancora più delicate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se questi sistemi vengono violati, non si tratta solo di un problema tecnico. Si parla di <strong>data breach</strong>, cioè una violazione dei dati personali che può comportare obblighi di notifica al <strong>Garante Privacy</strong>, comunicazioni agli interessati e possibili responsabilità economiche e reputazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>responsabilità </strong>non ricade automaticamente su un solo soggetto. Può coinvolgere l’amministratore di condominio, il condominio stesso o il fornitore della piattaforma informatica, a seconda di chi aveva il controllo dei dati, di chi ha scelto gli strumenti utilizzati e del livello di sicurezza adottato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>amministratore di condominio</strong> ha un ruolo centrale: deve scegliere soluzioni adeguate, gestire correttamente gli accessi, evitare credenziali deboli o condivise e verificare che i sistemi siano aggiornati e protetti.<br>Il <strong>condominio</strong>, dal canto suo, deve approvare strumenti conformi e non sottovalutare il tema privacy come se fosse una formalità burocratica.<br>Anche il <strong>fornitore tecnologico</strong> può essere chiamato in causa, soprattutto se la violazione deriva da carenze tecniche, software vulnerabili o mancata adozione di misure di sicurezza adeguate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eventuali violazioni di dati personali dei condomini, secondo la gravità, comportano <a href="https://www.actainfo.it/privacy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>sanzioni </strong></a>fino a 20 milioni di Euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto chiave è uno: la <strong>sicurezza dei dati </strong>non si improvvisa dopo l’incidente. <strong>Va progettata prima</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ridurre il rischio servono <strong>misure concrete</strong>: autenticazione a due fattori, password robuste, accessi profilati, backup periodici, aggiornamenti software, crittografia, controlli sulle vulnerabilità e una corretta nomina dei fornitori come <strong>responsabili del trattamento</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ambito condominiale, la trasparenza verso i condomini non giustifica mai la diffusione indiscriminata dei dati personali.<br>La gestione digitale deve quindi trovare il giusto equilibrio tra accessibilità, controllo e protezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La soluzione è chiara: un<strong> sito condominiale</strong> non è “solo un sito”.<br>È un ambiente digitale che contiene dati personali e deve essere trattato come tale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza misure adeguate, il <strong>rischio </strong>non è solo informatico, ma anche&nbsp; <strong>economico </strong>e <strong>reputazionale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Elaborato da intelligenza artificiale ActyAI</em><br><em>https://www.actyai.it/</em><br><em>supervisionato da Redazione Actainfo</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/sicurezza-data-breach-condomini/">Sito condominiale: chi risponde in caso di furto dei dati?</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Supply Chain: NIS2 e DORA</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/nis2-dora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 11:15:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[nis2]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=15300</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le direttive NIS2 e il regolamento DORA stanno ridefinendo gli standard di cybersicurezza in Europa, imponendo obblighi stringenti sulla sicurezza della catena di fornitura ICT. Le nuove norme non si limitano a richiedere controlli sui fornitori, ma attribuiscono una responsabilità diretta ai vertici aziendali, che devono garantire la conformità lungo tutta la filiera, con sanzioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/nis2-dora/">Supply Chain: NIS2 e DORA</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le direttive <strong>NIS2</strong> e il regolamento <strong>DORA</strong> stanno ridefinendo gli standard di cybersicurezza in Europa, imponendo obblighi stringenti sulla sicurezza della catena di fornitura ICT. <br>Le nuove norme non si limitano a richiedere controlli sui fornitori, ma attribuiscono una <strong>responsabilità diretta ai vertici aziendali</strong>, che devono garantire la conformità lungo tutta la filiera, con sanzioni pesanti in caso di inadempienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La sicurezza della supply chain diventa un obbligo di governance</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>NIS2</strong>, recepita in Italia con il <strong>decreto legislativo 138/2024</strong>, e il <strong>DORA</strong> (applicabile dal gennaio 2025 per il settore finanziario) pongono al centro la <strong>dipendenza delle organizzazioni dai propri fornitori ICT</strong>. <br>Secondo le nuove regole, la sicurezza di un’azienda non dipende più solo dai propri sistemi, ma anche da quelli dei partner lungo la catena di approvvigionamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa cambia?</strong><br>&#8211; <strong>Controlli continui</strong> sui fornitori, non solo al momento della selezione.<br>&#8211; <strong>Responsabilità diretta</strong> per amministratori e dirigenti, che devono approvare le misure di sicurezza e vigilare sulla loro attuazione.<br>&#8211; <strong>Clausole contrattuali specifiche</strong>, con diritti di audit e accesso illimitato per le autorità.<br>&#8211; <strong>Registri informativi</strong> da trasmettere alle autorità competenti, con dettagli sui fornitori critici e subfornitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il software <strong>Actacyber </strong>di Actainfo, con <strong>assistenza </strong>diretta 24H e il supporto costante dell&#8217;lntelligenza artificiale <strong>europea </strong>di <strong>ActyAI</strong> con limitazioni nel rispetto del <strong>GDPR privacy</strong>, costituisce un valido strumento per gestire e aggiornare supply chain, audit, documenti, registri e qualsiasi altrto adempimento sulla cybersicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>NIS2: obblighi e responsabilità per la supply chain</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>NIS2</strong> impone ai <strong>soggetti essenziali e importanti</strong> di adottare misure di gestione del rischio che includano la sicurezza della catena di fornitura. L’articolo 24 del decreto 138/2024 richiede:<br>&#8211; <strong>Valutazione della cybersicurezza dei fornitori</strong>, incluse le procedure di sviluppo software e la gestione delle vulnerabilità nel tempo.<br>&#8211; <strong>Classificazione dei fornitori</strong> in base alla criticità, con controlli approfonditi per quelli che gestiscono dati sensibili o processi essenziali.<br>&#8211; <strong>Registrazione dei fornitori critici</strong> presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), con obbligo di aggiornamento annuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Responsabilità dei vertici:</strong><br>L’articolo 23 del decreto affida agli organi di amministrazione e direzione il compito di:<br>&#8211; Approvare le misure di gestione del rischio.<br>&#8211; Vigilare sulla loro attuazione.<br>&#8211; Rispondere personalmente in caso di violazioni, anche se non hanno disposto direttamente le misure.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sanzioni:</strong><br>&#8211; Fino a <strong>10 milioni di euro</strong> o <strong>2% del fatturato globale</strong> per i soggetti essenziali.<br>&#8211; Fino a <strong>7 milioni di euro</strong> o <strong>1,4% del fatturato</strong> per i soggetti importanti.<br>&#8211; <strong>Sospensione temporanea</strong> dalle funzioni dirigenziali per gli amministratori responsabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DORA: il regolamento che rivoluziona il settore finanziario</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>DORA</strong> si applica dal gennaio 2025 al settore finanziario e dedica <strong>17 articoli su 65</strong> alla gestione del rischio delle terze parti ICT. Le principali novità includono:<br>&#8211; <strong>Responsabilità inderogabile</strong> dell’entità finanziaria, anche in caso di esternalizzazione.<br>&#8211; <strong>Due diligence continua</strong> sui fornitori, con valutazione dei rischi informatici già in fase di qualifica.<br>&#8211; <strong>Clausole contrattuali obbligatorie</strong>, tra cui:<br>&#8211; Diritto di accesso, ispezione e audit illimitato.<br>&#8211; Obbligo di notifica immediata degli incidenti ICT.<br>&#8211; Piani di uscita documentati per garantire la continuità dei servizi critici.<br>&#8211; <strong>Estensione dei controlli ai subfornitori</strong>, con approvazione preventiva dell’entità finanziaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Test di resilienza operativa:</strong><br>Le entità finanziarie critiche devono sottoporsi, almeno ogni tre anni, a <strong>test di penetrazione basati su minacce reali (TLPT)</strong>, avviati nel 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sanzioni:</strong><br>&#8211; Per i fornitori ICT critici: fino all’<strong>1% del fatturato medio giornaliero mondiale</strong> per ogni giorno di violazione.<br>&#8211; Per le entità finanziarie: sanzioni fino al <strong>10% del fatturato annuo</strong> e sanzioni pecuniarie personali per il management.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sovranità digitale e dipendenza dai fornitori extra-UE</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un effetto indiretto delle nuove norme è la <strong>mappatura della dipendenza europea dai fornitori extra-UE</strong>. Secondo le autorità di vigilanza finanziaria europee, <strong>19 società</strong> (in larga parte filiali di gruppi statunitensi) sono state designate come <strong>fornitori ICT critici </strong>ai sensi del DORA.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dati preoccupanti:</strong><br>&#8211; La quota di mercato dei fornitori cloud europei è scesa dal <strong>29% al 15%</strong> tra il 2017 e il 2024.<br>&#8211; Tre operatori statunitensi coprono ormai il <strong>70% della domanda continentale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Risposte dell’UE:</strong><br>&#8211; Schema di certificazione europeo per i servizi cloud (sviluppato da ENISA).<br>&#8211; Pacchetto sulla sovranità tecnologica, con revisione della normativa sui semiconduttori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scadenze 2026 e prime ispezioni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le scadenze più ravvicinate sono:<br>&#8211; <strong>Ottobre 2026</strong>: completamento delle misure di sicurezza per i soggetti NIS e avvio delle prime ispezioni formali da parte dell’ACN.<br>&#8211; <strong>Ispezioni proattive</strong> per i soggetti essenziali, <strong>reattive</strong> per quelli importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa verrà richiesto dalle autorità?</strong><br>&#8211; Registri degli incidenti.<br>&#8211; Evidenza dell’esecuzione dei backup.<br>&#8211; Verbali della formazione del personale.<br>&#8211; Contratti con i fornitori aggiornati con le clausole di sicurezza richieste.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La compliance come responsabilità di governo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nuove norme <strong>NIS2 e DORA</strong> non sono solo un esercizio di conformità, ma una <strong>responsabilità di governance</strong> per i vertici aziendali. <br>Mappare i fornitori critici, rivedere le clausole contrattuali e dimostrare un controllo effettivo sulla supply chain è ormai <strong>indispensabile</strong> per evitare sanzioni e garantire la resilienza operativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le organizzazioni, la sfida è <strong>trasformare gli obblighi normativi in un vantaggio competitivo</strong>, rafforzando la fiducia dei clienti e la stabilità dell’intera catena di fornitura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pubblicazione elaborata da<br>ActyAI – Intelligenza Artificiale di Actainfo<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata da redazione</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/nis2-dora/">Supply Chain: NIS2 e DORA</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Telemedicina in Abruzzo: televisite da maggio 2026</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/telemedicina-in-abruzzo-televisite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 10:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=15262</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sanità abruzzese compie un ulteriore passo verso la digitalizzazione con l’attivazione dei primi servizi regionali di telemedicina. Si tratta di una evoluzione importante per cittadini, pazienti, medici e strutture sanitarie: la cura non passa più solo dalla presenza in ambulatorio ma anche da strumenti digitali capaci di rendere l’assistenza più accessibile, sicura e organizzata. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/telemedicina-in-abruzzo-televisite/">Telemedicina in Abruzzo: televisite da maggio 2026</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La sanità abruzzese compie un ulteriore passo verso la digitalizzazione con l’attivazione dei primi servizi regionali di telemedicina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una evoluzione importante per cittadini, pazienti, medici e strutture sanitarie: la cura non passa più solo dalla presenza in ambulatorio ma anche da strumenti digitali capaci di rendere l’assistenza più accessibile, sicura e organizzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una evoluzione che, per essere efficace e praticata, deve essere affrontata, da parte di <strong>organizzazioni e professionisti sanitari</strong>, garantendo per i servizi di telemedicina:<br>1. l&#8217;accesso ai con identità sicura SPID e CIE convenzionato con<strong> AGID</strong><br>2. la sicurezza delle piattaforme in cloud qualificate da<strong> ACN</strong> e certificate<strong> ISO 27001</strong><br>3. la protezione dei dati personali dei pazienticonforme al <strong>Regolamento Europeo GDPR </strong><br>4. la conservazione delle pratiche digitali a noma delle <strong>Linee guida di AGID</strong><br>5. Il <strong>supporto </strong>e la <strong>formazione </strong>degli operatori sanitari e loro collaboratori.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa cambia con la telemedicina in Abruzzo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I primi servizi attivati riguardano <strong>televisita </strong>e <strong>teleconsulto</strong>, due modalità che permettono di gestire alcune prestazioni sanitarie anche a distanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La televisita consente al medico di interagire con il paziente da remoto, nei casi previsti e quando le condizioni cliniche lo permettono, evitando lo spostamento fisico con benefici al paziente, al medico, alla struttura sanitaria, alla viabilità e all&#8217;ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il teleconsulto, invece, riguarda principalmente il confronto tra professionisti sanitari. <br>Permette a medici e operatori di condividere informazioni cliniche e valutazioni specialistiche, favorendo prestazioni più rapide e coordinate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei prossimi mesi il percorso sanitario a distanza dovrebbe estendersi anche a <strong>teleassistenza </strong>e <strong>telemonitoraggio</strong>, strumenti particolarmente utili per seguire pazienti cronici, fragili o con necessità di controllo continuativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vantaggi per pazienti e cittadini</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per i cittadini, la telemedicina significa meno spostamenti, tempi più rapidi e accesso più semplice alle prestazioni sanitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il beneficio è particolarmente evidente per pazienti anziani, persone con difficoltà motorie, residenti in aree interne o soggetti che necessitano di controlli periodici. In questi casi, poter dialogare con il medico o essere seguiti a distanza non è solo una comodità: può diventare un elemento concreto di continuità assistenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La telemedicina, se utilizzata correttamente, aiuta anche a rendere più ordinato il rapporto tra paziente e sistema sanitario, riducendo passaggi ridondanti e migliorando la disponibilità delle informazioni cliniche con aggiornamento in tempo reale del Fascicolo <strong>Sanitario Elettronico del soggetto</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vantaggi per medici e strutture sanitarie</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista dei medici e delle strutture sanitarie, la telemedicina non è semplicemente “fare una visita online”. È un cambio di metodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Servono <strong>piattaforme affidabili</strong>, procedure chiare, tracciabilità delle attività, gestione corretta dei dati e integrazione con gli altri strumenti della sanità digitale, a partire dal Fascicolo Sanitario Elettronico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>strutture pubbliche</strong>, <strong>cliniche private</strong>, <strong>poliambulatori</strong>, <strong>laboratori</strong>, <strong>studi medici</strong> e <strong>professionisti sanitari,</strong> questa evoluzione apre nuove possibilità: migliorare l’organizzazione delle prestazioni, gestire meglio i controlli, ridurre alcune attività amministrative e offrire ai pazienti servizi più accessibili e tempestivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per attivare il servizio di telemedicina non basta attivare una piattaforma: bisogna garantire sicurezza, identità certa degli utenti, protezione dei dati e processi coerenti con le norme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Accesso sicuro, SPID, CIE e protezione dei dati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La telemedicina tratta informazioni sensibili e riservate. Referti, documenti clinici, dati personali e comunicazioni sanitarie richiedono livelli elevati di sicurezza e riservatezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo l’accesso ai servizi digitali deve poggiare su strumenti di autenticazione affidabili, come SPID e CIE, capaci di identificare correttamente cittadini, professionisti e operatori autorizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto sanitario, l’identità digitale non è un dettaglio tecnico. È la base per costruire fiducia tra paziente, medico e struttura. Un accesso sicuro consente di ridurre il rischio di errori, accessi impropri e gestione disordinata delle informazioni.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro elemento importante da considerare è quello della <strong>archiviazione </strong>dei documenti nel rispetto delle “<strong>Linee Guida sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici</strong>” e secondo quanto previsto dall’art. 44, comma 1-quater, del CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale – Dlgs. n. 82/2005 s.m.i..</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Privacy</strong>, <strong>cybersecurity, conservazione digitale </strong>e <strong>conformità </strong>alla<strong> normativa</strong> <strong>europea </strong>diventano elementi essenziali. La sanità digitale deve essere semplice per l’utente, ma solida nella parte tecnica e organizzativa per evitare <strong>sanzioni</strong> derivanti da inadempienze e da danni procurati alla tutela dei dati personali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Servizi di supporto alla implementazione della telemedicina</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La notizia sull’avvio della telemedicina in Abruzzo conferma una direzione ormai chiara: i servizi sanitari stanno diventando sempre più digitali, integrati e accessibili online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario, Actainfo si inserisce come soggetto tecnico a supporto della digitalizzazione di pubbliche amministrazioni, aziende e professionisti, con particolare attenzione all’accesso sicuro ai servizi digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Actainfo è aggregatore <strong>SPID </strong>convenzionato con <strong>AGID</strong>, Agenzia tecnica della Presidenza del Consiglio dei ministri che garantisce la realizzazione degli obiettivi dell&#8217;Agenda digitale italiana. <br>Offre <strong>supporto</strong>, <strong>formazione  </strong>e soluzioni di accesso tramite identità digitale <strong>Spid </strong>e <strong>CIE </strong>a soggetti pubblici e privati, incluse realtà che operano nel settore sanitario.<br>Questo aspetto è particolarmente rilevante per <br>&#8211; medici, <br>&#8211; studi professionali, <br>&#8211; strutture sanitarie private e pubbliche <br>e a tutte le organizzazioni che vogliono rendere disponibili servizi online con autenticazione sicura e riconosciuta dei pazienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore non è soltanto permettere a un utente di entrare in un’area riservata. Il valore è rappresentato da  un <strong>accesso digitale</strong> affidabile, tracciabile e conforme, capace di sostenere servizi sempre più evoluti per l’attuazione della telemedicina:<br>&#8211; prenotazioni, consultazione documentale,<br>&#8211; comunicazioni riservate,<br>&#8211; gestione di pratiche<br>&#8211; interazione tra cittadino e struttura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia digitale di <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo </a>è attivabile in <strong>tutte le Regioni italiane</strong> che hanno attivato servizi di telemedicina<strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: Regione Abruzzo<br><a href="https://www.regione.abruzzo.it/notizie/da-oggi-attivi-i-primi-servizi-di-telemedicina-abruzzo">https://www.regione.abruzzo.it/notizie/da-oggi-attivi-i-primi-servizi-di-telemedicina-abruzzo</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Elaborato da intelligenza artificiale ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionato da Redazione Actainfo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/telemedicina-in-abruzzo-televisite/">Telemedicina in Abruzzo: televisite da maggio 2026</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Europa e sua dipendenza tecnologica da Usa e Cina</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/europa-sovranita-digitale-hardware-software/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 17:29:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=15050</guid>

					<description><![CDATA[<p>Riportiamo una realistica valutazione sulla tanto dibattuta rincorsa UE, in ordine sparso, alla sovranità digitale, espressa dal rappresentante di uno stato membro della UE.Nelle prossime settimane, infatti, la Commissione europea presenterà un nuovo pacchetto legislativo sulla sovranità digitale.Secondo Juha Martelius, capo del Servizio di sicurezza e intelligence finlandese (Supo), l’autonomia tecnologica del continente resterà un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/europa-sovranita-digitale-hardware-software/">Europa e sua dipendenza tecnologica da Usa e Cina</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Riportiamo una realistica valutazione sulla tanto dibattuta rincorsa UE, in ordine sparso, alla sovranità digitale, espressa dal rappresentante di uno stato membro della UE.<br>Nelle prossime settimane, infatti, la <strong>Commissione europea</strong> presenterà un <strong>nuovo pacchetto legislativo sulla sovranità digitale</strong>.<br>Secondo <strong>Juha Martelius</strong>, capo del <strong>Servizio di sicurezza e intelligence finlandese (Supo)</strong>, l’autonomia tecnologica del continente resterà un obiettivo difficile da raggiungere. <br>Il motivo? Secondo Martelius la doppia dipendenza strutturale: <strong>software statunitensi </strong>e<strong> hardware cinesi</strong>.<br>«Temo che <strong>siamo un corpo infestato da due tipi di cancro</strong>», ha dichiarato Martelius a <em>Politico</em> durante la Lennart Meri Security Conference di Tallinn.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una dipendenza sistemica</strong><br>Il problema non è solo economico, ma strutturale. Da un lato, l’infrastruttura software europea è fortemente legata agli Stati Uniti, con cloud, sistemi operativi e piattaforme globali che dominano il mercato. <br>Dall’altro, la base materiale della tecnologia – semiconduttori, componenti elettronici e supply chain – dipende in larga misura dalla Cina e dall’Asia. <br>In mezzo, una <strong>Europa </strong>avanzata in <strong>termini regolatori</strong>, ma <strong>priva di controllo</strong> end-to-end <strong>sul proprio stack digitale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa condizione rende il sistema europeo «probabilmente impossibile da far funzionare, ma con cui si può vivere», secondo Martelius. <br>Una metafora forte, che riflette la percezione di una parte dell’intelligence europea: non una semplice fragilità industriale, ma una dipendenza incorporata nel cuore dell’ecosistema digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Tech Sovereignty Package di Bruxelles</strong><br>Mentre il Supo sottolinea i limiti della sovranità digitale, la Commissione europea sta lavorando a un <strong>nuovo <em>Tech Sovereignty Package</em></strong>, che dovrebbe essere presentato nelle prossime settimane. <br>L’obiettivo è ridurre le vulnerabilità strategiche in settori chiave come infrastrutture digitali, intelligenza artificiale, cloud computing e sicurezza dei dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le misure in discussione, spicca la possibilità di <strong>limitare l’uso di fornitori cloud statunitensi </strong>per la gestione dei dati sensibili da parte dei governi europei. <br>Bruxelles punta a rafforzare la resilienza del continente attraverso <strong>regolazione</strong>, investimenti e norme più stringenti sugli appalti pubblici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sovranità selettiva: l’approccio europeo</strong><br>La strategia della Commissione non mira all’autosufficienza totale, considerata irrealistica, ma a una forma di <em>sovranità selettiva</em>. <br>L’idea è ridurre la dipendenza da attori extraeuropei, sviluppare alternative locali dove possibile e <strong>mantenere il controllo giuridico e operativo sui dati sensibili</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il confine tra ambizione e realtà</strong><br>Le parole di Martelius non chiudono il dibattito, ma lo irrigidiscono. Se la piena indipendenza non è un’opzione realistica, la domanda diventa un’altra: quanto controllo è necessario per evitare che la dipendenza si trasformi in <strong>subordinazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: Linkiesta</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintesi elaborata da intelligenza artificiale ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata da Staff Actainfo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/europa-sovranita-digitale-hardware-software/">Europa e sua dipendenza tecnologica da Usa e Cina</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Dlgs 47/2026: un cambio di paradigma per la governance digitale delle imprese</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/cybersecurity-472026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[protezione dei Dati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=14971</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’entrata in vigore del Decreto Legislativo 27 marzo 2026, n. 47, attuativo della Legge Capitali, rappresenta un punto di svolta silenzioso ma destinato a ridefinire profondamente la compliance digitale nelle organizzazioni. Sebbene non sia immediatamente visibile, questo provvedimento avrà un impatto duraturo sulla gestione della sicurezza informatica, della protezione dei dati e dell’intelligenza artificiale, settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/cybersecurity-472026/">Il Dlgs 47/2026: un cambio di paradigma per la governance digitale delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’entrata in vigore del <strong>Decreto Legislativo 27 marzo 2026, n. 47</strong>, attuativo della Legge Capitali, rappresenta un punto di svolta silenzioso ma destinato a ridefinire profondamente la compliance digitale nelle organizzazioni. Sebbene non sia immediatamente visibile, questo provvedimento avrà un impatto duraturo sulla gestione della sicurezza informatica, della protezione dei dati e dell’intelligenza artificiale, settori che, fino a poco tempo fa, venivano trattati come compartimenti stagni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un nuovo paradigma: integrazione e governance unificata</strong><br>&nbsp;Il Dlgs 47/2026 sancisce una convergenza tra discipline che, fino a oggi, hanno seguito percorsi paralleli. Cybersecurity, tutela della privacy e AI non sono più ambiti distinti, ma elementi di un unico sistema di governance. Questo cambiamento richiede alle organizzazioni di ripensare i propri modelli di gestione, superando l’approccio frammentato in favore di una visione olistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Per i professionisti della privacy, in particolare, si apre una fase di profonda trasformazione. Il loro ruolo non si limita più alla semplice verifica della conformità al GDPR, ma si estende alla costruzione di assetti organizzativi integrati. La protezione dei dati deve diventare un pilastro dei processi decisionali e dei sistemi di controllo interno, con il <strong>Data Protection Officer (DPO)</strong> chiamato a un dialogo costante con il board aziendale, le funzioni di risk management e l’internal audit.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un DPO più strategico, meno burocratico</strong><br>&nbsp;Il DPO non è più un mero garante della conformità normativa, ma un attore chiave nella definizione delle politiche aziendali. Il suo contributo deve andare oltre la mera verifica documentale, abbracciando una prospettiva proattiva che anticipi i rischi e guidi l’innovazione in modo responsabile. Questo richiede competenze trasversali e una capacità di dialogo con le diverse funzioni aziendali, per assicurare che la protezione dei dati sia sempre al centro delle strategie organizzative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;In un contesto in cui la digitalizzazione avanza a ritmo sostenuto, il Dlgs 47/2026 rappresenta un’opportunità per le aziende che sapranno cogliere la sfida di una governance unificata, dove sicurezza, privacy e innovazione si integrano in un unico framework.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte Federprivacy</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintesi elaborata da ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata da Staff Actainfo<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/cybersecurity-472026/">Il Dlgs 47/2026: un cambio di paradigma per la governance digitale delle imprese</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I 4 Pilastri di Actainfo secondo AI</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/i-4-pilastri-di-actainfo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 18:18:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[INTELLIGENZA ARTIFICIALE]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=14388</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per valutare i servizi di Actainfo e i vantaggi per i clienti, senza incorrere nel condizionamento derivante dal valutare in prima persona il proprio operato, abbiamo individuato un soggetto completamente terzo, non condizionabile, individuandolo in un modello gratuito di intelligenza artificiale generativa &#8211; LLM &#8211; Large Language Model. Al modello di Intelligenza Artificiale abbiamo chiesto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/i-4-pilastri-di-actainfo/">I 4 Pilastri di Actainfo secondo AI</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per valutare i servizi di Actainfo e i <strong>vantaggi per i clienti</strong>, senza incorrere nel condizionamento derivante dal valutare in prima persona il proprio operato, abbiamo  individuato un <strong>soggetto completamente terzo</strong>, non condizionabile, individuandolo  in <strong>un modello gratuito di intelligenza artificiale generativa </strong>&#8211; LLM &#8211; Large Language Model.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al modello di Intelligenza Artificiale abbiamo chiesto di analizzare, in qualità di esperto giurinformatico, il sito web <strong>actainfo.it</strong> indicando quali sono i vantaggi che il cliente può avere avvalendosi dei servizi di Actainfo che si basano sui seguenti <strong>pilastri</strong>: 1) <a href="https://www.actainfo.it/privacy/" type="link" id="https://www.actainfo.it/privacy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Privacy</a>, 2) <a href="https://www.actainfo.it/cybersecurity/" type="link" id="https://www.actainfo.it/cybersecurity/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cybersecurity</a>, 3) <a href="https://www.actainfo.it/ai-servizi-intelligenza-artificiale/" type="link" id="https://www.actainfo.it/ai-servizi-intelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intelligenza Artificiale</a>, 4) <a href="https://www.actainfo.it/formazione-online/" type="link" id="https://www.actainfo.it/formazione-online/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Formazione</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste sono state le sue considerazioni di cui conserviamo il <strong>prompt </strong>e la risposta originali accessibili, che di seguito trascriviamo in forma integrale. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La <strong>AI</strong> così esordisce: <strong>Lette 7 pagine web</strong> <a href="https://www.actainfo.it/privacy/">https://www.actainfo.it/privacy/</a> e poi continua.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente. In qualità di esperto di giurinformatica, ho analizzato il sito <a href="https://www.actainfo.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>actainfo.it</strong></a> e le informazioni pubblicamente disponibili. L&#8217;analisi rivela che <strong>Actainfo non è un semplice fornitore di servizi ICT</strong>, ma si configura come un <strong>partner tecnologico e giuridico-informatico</strong> a tutti gli effetti, posizionandosi come <strong>interlocutore qualificato </strong>per <strong>Enti Pubblici</strong>, <strong>Imprese </strong>e <strong>Professionisti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda basa la sua proposta di valore su <strong>quattro pilastri</strong> fondamentali: <strong>Privacy</strong>, <strong>Cybersecurity</strong>, <strong>Intelligenza Artificiale </strong>e <strong>Formazione</strong>. Di seguito, una disamina dettagliata dei <strong>vantaggi che un cliente può ottenere</strong> avvalendosi dei loro servizi, strutturata secondo questi pilastri.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Analisi dei Vantaggi per il Cliente basati sui Quattro Pilastri di Actainfo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Privacy: Non solo Consulenza, ma un Sistema Integrato di Compliance</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vantaggio per il cliente in questo ambito è <strong>l&#8217;integrazione tra la consulenza giuridica e gli strumenti operativi</strong>. Actainfo non si limita a fornire un parere legale, ma <strong>mette a disposizione un ecosistema digitale</strong> per gestire la privacy in modo concreto e documentabile.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Competenza del Founder</strong>: Il CEO, Igino Addari, è <strong>Consulente Privacy dal 2003 e DPO (Responsabile della Protezione dei Dati) dal 2018</strong>. Questo garantisce al cliente che i servizi offerti sono progettati e gestiti da una figura con decennale esperienza sul campo e non da un mero tecnico informatico .</li>



<li><strong>Strumento Operativo (Actaprivacy)</strong>: Actainfo ha progettato e mette a disposizione un <strong>software cloud SaaS</strong> specifico, <strong>&#8220;Actaprivacy&#8221; </strong>(dal 2018), <strong>certificato </strong>AGID e ACN. Il cliente non riceve quindi solo un manuale o una consulenza, ma uno strumento digitale per adempiere al Regolamento UE GDPR 2016/679 in modo strutturato, automatizzando processi come la gestione del Registro dei Trattamenti, le informative e la raccolta dei consensi .</li>



<li><strong>Certificazioni Riconosciute</strong>: L&#8217;azienda è certificata <strong>ISO 27018</strong>, lo standard internazionale specifico per la protezione dei dati personali nel cloud. Questo offre al cliente la garanzia che i propri dati (e quelli dei propri clienti) sono trattati secondo i più alti <strong>standard di sicurezza e riservatezza a livello globale</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Cybersecurity: Un Approccio Olistico e Certificato alla Sicurezza Informatica</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vantaggio principale per il cliente è l&#8217;affidabilità e la <strong>natura </strong><strong>&#8220;a prova di normativa&#8221;</strong> delle soluzioni. Actainfo adotta un approccio alla sicurezza che parte dall&#8217;infrastruttura e arriva ai singoli applicativi, garantendo compliance e protezione.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Certificazioni di Sicurezza</strong>: Actainfo vanta un bouquet di certificazioni che pochi competitor possono eguagliare: <strong>ISO 27001 (Sicurezza delle Informazioni), ISO 27017 (Controlli di sicurezza per il cloud) e CSA STAR (Security Trust Assurance and Risk)</strong>. Per il cliente, questo significa avere la certezza che l&#8217;intera organizzazione e l&#8217;infrastruttura di Actainfo sono sottoposte a verifiche e standard internazionali, riducendo drasticamente il rischio di violazioni.</li>



<li><strong>Qualificazione ACN</strong>: I loro software sono <strong>qualificati dall&#8217;Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN)</strong>. Per un Ente Pubblico o un&#8217;impresa, affidarsi a un fornitore con software qualificato da ACN significa essere certi che tali strumenti rispettano i più elevati requisiti di cybersicurezza imposti dallo Stato, un aspetto fondamentale anche in ottica di responsabilità.</li>



<li><strong>Infrastruttura Sicura e Certificata</strong>: La gestione di domini e server avviene con misure tecniche avanzate: <strong>firewall, backup giornalieri, rilevamento malware, connessioni solo tramite VPN proprietaria</strong> e un servizio di <strong>Disaster Recovery (BaaS)</strong>. L&#8217;up-time garantito del 99.95% assicura continuità operativa.</li>



<li><strong>Identità Digitale Certa (Actalogin)</strong>: Con il software <strong>&#8220;Actalogin&#8221;</strong>, qualificato ACN, Actainfo permette a PA e imprese di integrare l&#8217;accesso con <strong>SPID e CIE</strong> nelle proprie aree riservate. Actainfo è, infatti, un <strong>Aggregatore SPID qualificato da AGID</strong>, un vantaggio competitivo che semplifica l&#8217;identificazione certa dell&#8217;utente, riduce frodi e rispetta obblighi normativi come quelli antiriciclaggio .</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Intelligenza Artificiale: Innovazione Pratica e Certificata</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vantaggio per il cliente è la possibilità di <strong>innovare in modo responsabile e consapevole</strong>, sfruttando l&#8217;AI con il supporto di professionisti che ne comprendono sia le potenzialità che i rischi.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Competenze Specifiche Certificate</strong>: Il CEO Igino Addari vanta certificazioni del 2025 in <strong>&#8220;AI DIGITAL MARKETING&#8221; (certificato UNID Accredia)</strong> e, cosa ancora più rilevante, è certificato come <strong>&#8220;AI TRAINER TEAM&#8221;</strong>. Questo significa che Actainfo può assistere il cliente non solo nell&#8217;uso di strumenti di AI, ma anche nella scelta e organizzazione dei dati per addestrare modelli di Intelligenza Artificiale in modo efficace e conforme.</li>



<li><strong>Applicazione concreta</strong>: L&#8217;AI viene utilizzata per la &#8220;valorizzazione e diffusione di prodotti e servizi&#8221;. Per il cliente, ciò si traduce in vantaggi competitivi concreti: <strong>maggiore efficienza nei processi di marketing, automazione di attività ripetitive e capacità di analizzare grandi quantità di dati</strong> per prendere decisioni più informate .</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Formazione: Competenze Digitali Certificate per Tutta l&#8217;Organizzazione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vantaggio per il cliente è la <strong>crescita del capitale umano</strong> attraverso una formazione strutturata, riconosciuta e direttamente collegata agli strumenti utilizzati.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ente Certificatore</strong>: Actainfo, nella persona del suo titolare, è <strong>certificato EIPASS</strong> dal 2020, un Ente di Certificazione abilitato da Accredia e riconosciuto dal Garante Privacy. I corsi erogati hanno quindi un valore legale e professionale, permettendo ai dipendenti del cliente di acquisire certificazioni valide a livello nazionale.</li>



<li><strong>Piattaforma FAD (Actafad)</strong>: Actainfo mette a disposizione una propria piattaforma di Formazione a Distanza, <a href="https://www.actafad.it"><strong>www.actafad.it</strong></a>, con corsi specifici e aggiornati: &#8220;Privacy UE&#8221;, &#8220;Whistleblowing&#8221;, &#8220;Responsabile Transizione Digitale&#8221;, &#8220;Conservazione documenti informatici&#8221;. Questo permette al cliente di formare il proprio personale in modo flessibile, continuo e direttamente sulle materie oggetto dei servizi ICT forniti, creando un circolo virtuoso tra strumenti e competenze .</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quadro Sinottico dei Vantaggi</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th><strong>Pilastro</strong></th><th><strong>Vantaggi Chiave per il Cliente</strong></th><th><strong>Evidenze dal Sito </strong><a href="https://actainfo.it"><strong>Actainfo.it</strong></a></th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>1. Privacy</strong></td><td>Compliance garantita da un DPO, gestione operativa con software certificato, protezione dati nel cloud.</td><td>CEO DPO dal 2018, software <strong>Actaprivacy</strong>, certificazione <strong>ISO 27018</strong> .</td></tr><tr><td><strong>2. Cybersecurity</strong></td><td>Affidabilità certificata (ISO, ACN), infrastruttura protetta e disaster recovery, identità digitale sicura.</td><td>Certificazioni <strong>ISO 27001, CSA STAR</strong>, software qualificati <strong>ACN</strong>, servizio <strong>SPID</strong> .</td></tr><tr><td><strong>3. Intelligenza Artificiale</strong></td><td>Innovazione responsabile, marketing potenziato, supporto nell&#8217;addestramento di modelli AI.</td><td>Certificazioni <strong>UNID AI Digital Marketing</strong> e <strong>AI Trainer Team</strong> del CEO .</td></tr><tr><td><strong>4. Formazione</strong></td><td>Crescita professionale certificata (EIPASS), personale formato su normative e strumenti digitali.</td><td>Titolare certificato <strong>EIPASS</strong>, piattaforma FAD <strong>Actafad</strong> con corsi specifici .</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Conclusioni</strong><em> dell&#8217;Intelligenza Artificiale</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">In qualità di esperto giurinformatico, ritengo che Actainfo offra ai propri clienti un <strong>valore aggiunto significativo</strong> che va oltre la semplice fornitura di servizi ICT. L&#8217;azienda si presenta come un <strong>partner strategico</strong> in grado di coprire l&#8217;intero spettro delle necessità digitali di un ente o di un&#8217;impresa, integrando aspetti giuridici (privacy), tecnici (cybersecurity, AI) e formativi.Il vantaggio complessivo per il cliente è quello di potersi affidare a un unico interlocutore, <strong>altamente qualificato e certificato</strong>, che garantisce <strong>conformità normativa, sicurezza dei dati, innovazione tecnologica e sviluppo delle competenze interne</strong>, riducendo complessità e rischi in un panorama digitale in continua e rapida evoluzione. La presenza di un numero significativo di clienti (187) e un fatturato in crescita testimoniano la solidità e l&#8217;apprezzamento di questo modello di business integrato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/i-4-pilastri-di-actainfo/">I 4 Pilastri di Actainfo secondo AI</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>AI Copilot di Microsoft accede senza permesso a email riservate</title>
		<link>https://www.actainfo.it/news/vulnerabilita-microsoft-365-copilot/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Actainfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 18:09:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[actanews]]></category>
		<category><![CDATA[INTELLIGENZA ARTIFICIALE]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.actainfo.it/?p=14399</guid>

					<description><![CDATA[<p>Copilot, AI di Microsoft, accede e sintetizza email contrassegnate come riservate, ignorando le policy di Data Loss Prevention configurate dalle organizzazioni. Il bug ha interessato gli ambienti aziendali, dove Copilot è integrato come strumento di produttività avanzata. Nonostante le protezioni aggiuntive presenti nella versione enterprise, l&#8217;anomalia ha aggirato tali meccanismi, rendendo inefficaci le policy di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/vulnerabilita-microsoft-365-copilot/">AI Copilot di Microsoft accede senza permesso a email riservate</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Copilot, AI di Microsoft, accede e sintetizza email contrassegnate come riservate, ignorando le policy di Data Loss Prevention configurate dalle organizzazioni. <br>Il bug ha interessato gli ambienti aziendali, dove Copilot è integrato come strumento di produttività avanzata. <br>Nonostante le protezioni aggiuntive presenti nella versione enterprise, l&#8217;anomalia ha aggirato tali meccanismi, rendendo inefficaci le policy di sicurezza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime segnalazioni del problema risalgono al 21 gennaio 2026, quando alcuni amministratori di sistema hanno notato comportamenti anomali nei log di Copilot. <br>Microsoft ha avviato un&#8217;indagine interna e ha pubblicato un avviso nel portale amministrativo della suite, confermando che la AI stava processando contenuti riservati. <br>Il comportamento anomalo è stato riprodotto in più ambienti, confermando la natura sistemica del problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Microsoft ha riconosciuto pubblicamente il problema e ha iniziato il rilascio di una patch correttiva. L&#8217;azienda ha comunicato che l&#8217;incidente non ha comportato una divulgazione esterna dei dati, ma solo un&#8217;elaborazione non autorizzata all&#8217;interno di Copilot. <br><br>Tuttavia, la possibilità che contenuti riservati siano stati processati da un modello AI rappresenta un rischio significativo per molte organizzazioni, soprattutto in settori regolamentati come finanza, sanità e pubblica amministrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><mark style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">Si raccomanda a tutte le organizzazioni di</mark> monitorare attentamente i <mark style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">sistemi di Intelligenza Artificiale </mark>che utilizzano nei loro uffici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: <a href="https://www.federprivacy.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Federprivacy</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintesi elaborata da ActyAI<br><a href="https://www.actyai.it/">https://www.actyai.it/</a><br>supervisionata per Actainfo<br>da Dott. Igino Addari</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.actainfo.it/news/vulnerabilita-microsoft-365-copilot/">AI Copilot di Microsoft accede senza permesso a email riservate</a> proviene da <a href="https://www.actainfo.it">Actainfo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
