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Il Governo dell’Estonia ha bloccato, dalla mezzanotte del 3 novembre, le carte d’identità elettroniche della metà della popolazione, precisamente le identità digitali di 760mila cittadini.  Secondo la polizia estone c’è un reale rischio del furto dell’identità elettronica, soprattutto dei dati sanitari, per i cittadini (anche stranieri) che hanno ottenuto l’ID card dal 16 ottobre 2014 al 25 ottobre 2017.

Un grave scacco subito dall’Estonia, lo Stato considerato il più digitale d’Europa e forse nel mondo. In Estonia, infatti, solo 3 servizi pubblici, a fronte dei 2500 erogati digitalmente, necessitano della presenza fisica della persona: il matrimonio, il divorzio e l’acquisto di un immobile. Inoltre più dell’80% della popolazione, fra i 16 e 74 anni, è connessa a Internet.

La vulnerabilità è stata scoperta nel mese di settembre e la falla, se sfruttata, potrebbe permettere agli hacker di rubare l’identità del cittadino digitale e non solo, anche accedere ad altri dati relativi alla registrazione di nuove imprese fino alle transazioni monetarie.

Questa vicenda pone l’accento sulla vulnerabilità dei sistemi informatici e la necessità di alzare la guardia per la protezione e la sicurezza dei dati personali.

Fonte Federprivacy

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