I contributi legati agli avvisi di PA digitale 2026 sul PNRR sono ottenibili a fronte di una progettualità molto semplice. Ancora più importante è la possibilità di inserire attività poste in essere a partire da febbraio 2020 la cui spesa non viene considerata un cofinanziamento. Questo poiché la modalità di rendicontazione è la dimostrazione del risultato raggiunto e non la dimostrazione con fatture delle spese sostenute pari al contributo ricevuto.

Di seguito una proposta di gestione di questi fondi divisa in 5 fasi, come riportato in un articolo della nota rivista online Agenda Digitale e firmato da Stefano Bruscoli – CIO Comune di Ancona – e Andrea Tironi – Project Manager, Digital Transformation – che può aiutare a capire meglio come ci si dovrebbe comportare.

Fase 1 – Rendicontazione

Il primo e più importante obiettivo per ogni ente che partecipa all’avviso di PA digitale 2026, è rendicontare correttamente l’avviso raggiungendo gli obiettivi associati. Per evitare qualsiasi tipo di problema, il consiglio è quello di fare tutto, solo e quanto viene richiesto da ogni avviso, limitandosi al minimo indispensabile senza strafare. Questo perché altrimenti si rischia di non ricevere i soldi degli avvisi e senza soldi tutto quanto si può fare è fermarsi alla Fase 1. Attenzione, quindi, in questa fase a negoziare per bene con il fornitore quanto viene fornito, perchè se finisco tutti i soldi in questa fase, non accederò alle fasi successive.

Attenzione particolare a questo aspetto, cioè che le modalità di concessione dei fondi non vincolano i medesimi a spese di natura informatica: questo significa che potrebbe essere forte la tentazione dei Servizi Finanziari di registrare l’entrata e destinare l’uscita, nella logica di pareggio della variazione di bilancio, per tutt’altro scopo. E qui siamo, ovviamente ad un possibile secondo fine corsa, ovvero ad una situazione assolutamente da evitare.

Altro avviso per un buon utilizzo: i fondi sono una tantum. Questo significa che anche a partire dalla fase 1 si dovrà fare molta attenzione a pensare alla sostenibilità economica futura di quanto si va a realizzare. Faccio un esempio: se la migrazione in cloud avviene su servizi forniti dalla software house, ricordiamoci che il bando prevede ad esempio 120 mila euro, per la spesa di 18 servizi, per i costi del cloud per il primo anno dopo la realizzazione. Gli anni dopo chi paga? L’Ente ha solo 18 servizi da mettere in cloud oppure molti di più? La spesa corrente annuale a quanto ammontava negli anni precedenti?

Ricordiamo alla fine della fase 1, per creare una base comune di ragionamento, che gli avvisi sono lump sum, quindi rendicontati ad obiettivi. Se raggiungo gli obiettivi (tutti gli obiettivi dell’avviso) posso ricevere fondi che poi posso spendere “come voglio” negli ambiti di pertinenza (ovvero in digitale e non in buche delle strade).

Fase 2 – Gestire i fondi avanzati

Nella Fase 2, ovvero una volta rendicontati gli avvisi e ricevuti i fondi, l’ente dovrà saldare i fornitori coinvolti nella Fase 1, ma poi avrà degli avanzi (se l’ente spende tutti i soldi in Fase 1, c’è qualcosa che non ha funzionato nel rapporto con il fornitore). Come usare i fondi avanzati? la prima cosa che si consiglia di realizzare è superare il concetto di “necessario” della Fase 1, andando a completamento di tutto quanto è necessario per fare un’adozione FULL associata ai temi degli avvisi a cui si è partecipato. Cosa vuol dire adozione FULL? A scopo riassuntivo, si può dire che alla fine della Fase 2 avrà:

  • Avviso IO: tutti (o tutti quelli ritenuti utili) messaggi informativi e di pagamento che vengono inviati correttamente su IO.
  • Avviso pagoPA: tutti i servizi di pagamento sul circuito pagoPA con relative integrazioni di rendicontazione del tributo e riconciliazione contabile.
  • Avviso SPID/CIE/eIDAS: attivi gli accessi su tutti i servizi che offerti ai cittadini.
  • Avviso Cloud: eliminato il server dall’ente oppure portate in cloud tutte le basi dati dell’ente partendo da quelle più importanti.
  • Avviso Servizi Digitali: sito dell’ente rivisitato secondo avviso corrispondente e diventa centro dell’erogazione di almeno tutti i servizi indicati nell’avviso. Potrebbe anche erogare più servizi di quelli indicati.
  • Avviso PN (piattaforma delle notifiche): da definire quando uscirà l’avviso.

Fase 3 – Realizzare il piano triennale dell’informatica nella PA

Il PNRR è un momento nella storia della PA Italiana, un punto di grandi opportunità e possibilità che può aiutare a realizzare gli obiettivi definiti dagli avvisi. Alzando lo sguardo oltre il timeframe PNRR (ovvero 2021-2026) ci rendiamo conto che il percorso verso e per la digitalizzazione della PA è definito dal Piano Triennale dell’Informatica per la pubblica amministrazione. Quindi se dopo la Fase 1 e la Fase 2 sono avanzati fondi, si potrebbero utilizzare per raggiungere gli obiettivi del Piano Triennale dell’informatica, cosa oltre che ragionevole doverosa, per il Responsabile della Transizione Digitale – RTD, per l’ente, per i cittadini e le imprese.

Si propone, quindi, di provare a lavorare su un progetto integrato che metta insieme tutte le fasi pensando ad un orizzonte temporale e progettuale di medio periodo dove il punto di arrivo è un Ente diverso da quello operante prima del progetto.

Fase 4 – L’innovazione

Se arrivati alla Fase 4 abbiamo realizzato le precedenti 3 fasi, allora si è a buon punto:

  • Fase 1: quanto richiesto dagli avvisi;
  • Fase 2: raggiunto il massimo livello di implementazione associato ai temi degli avvisi;
  • Fase 3: realizzato quanto richiesto dal piano triennale informatico.

Fase 5 – L’ICT

Alla fine, se avanzano dei fondi ottenuti dal PNRR, si possono spendere in ICT: ho un vecchio firewall, dei pc obsoleti, un ups da comprare.

Questa fase potrebbe essere una grande tentazione per coloro che gestiranno le risorse e sono anche appassionati di tecnologia. Ci potrebbe essere la voglia di saltare dalla fase 1 alla 5 perché servono nuovi portatili. Ma questi avvisi servono a transitare l’ente nel mondo digitale, non a cambiare i pc. Attenzione a queste tentazioni, anche se comprensibili se consideriamo la carenza storica di risorse tecnologiche e informatiche negli Enti.

Detto questo, lo scopo degli avvisi e delle fasi non è cambiare i pc o introdurre tecnologia. La tecnologia è il mezzo, ma il fine è traghettare il comune dalla situazione attuale alla situazione desiderata in ambito digitale, non informatico!

Conclusioni

Solo la Fase 1 richiede rendicontazione (sempre con il metodo di controllare il raggiungimento del risultato e non con la presentazione di fatture). Nelle altre fasi la rendicontazione non ha più un ruolo. Le altre fasi aiutano a capire in quante voci di spesa potrei utilizzare al meglio i fondi PNRR, e che quindi “girare” in blocco tutti i soldi ad un fornitore per fare ad esempio solo la Fase 1, può precludere molte possibilità. Importante è, anche, considerare che non è detto che le fasi debbano essere per forza nella sequenza indicata, anche se consigliata. Si suggerisce di decidere priorità per ogni fase e dare spazio economico ad ognuna delle fasi, evitando di spendere tutto in Fase1 o in Fase 5, perchè sono quelle che si capiscono o conoscono meglio!”

QUI i servizi legati al PNRR di Actainfo

ACTAINFO PNRR

AGID_Marketplace.png Misura 1.4.1: SPORTELLO DIGITALE e SITI WEB per Servizi digitali Pacchetto Cittadino Informato e Cittadino Attivo.
Misura 1.2: Migrazione servizi in CLOUD.
Misura 1.4.3: PagoPA, App IO.
Misura 1.4.4: SPID, CIE

 

 

Actaprivacy software cloud saas qualificato da AGID per l'adempimento del GDPR

AGID_Marketplace.png Per l’attuazione degli obblighi richiesti dal nuovo Regolamento UE Software cloud saas ActaPrivacy per la gestione degli adempimenti previsti per la protezione dei dati personali dal GDPR 2016/679.

 

 

ActaFad - Elearning Corso Whistleblowing per la segnalazione degli illeciti

Corso di formazione per l’attuazione degli obblighi formativi in materia di whistleblowing - segnalazione degli illeciti - richiesti dalla Delibera ANAC n. 311 del 12 luglio 2023

 

 

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