In Francia la Commission nationale de l’informatique et des libertés (Cnil) ha condannato Facebook a pagare una sanzione di 150mila euro per  per “le molte violazioni della legge sulla protezione dei dati” dei suoi utenti.

La commissione punta il dito per una “massiccia combinazione dei dati personali degli utenti a fini pubblicitari” che la piattaforma di condivisione avrebbe condotto “tracciando chi navigava online senza che questi lo sapesse, attraverso siti terzi grazie a un cookie“.

La proceduta avviene attraverso un cookie (Datr) e “non permette agli utenti di Internet di essere chiaramente informati e di capire che i dati vengono raccolti in modo sistematico durante la navigazione” su altri siti web.

 La Cnil aveva avviato l’indagine nel 2015 con le autorità di altri quattro paesi europei (Spagna, Belgio, Paesi Bassi e la regione di Amburgo, in Germania) e ha ritenuto le risposte fornite dal gigante del web “insoddisfacenti”.

Nel settembre 2016 Facebook era finito sotto la lente di ingrandimento della Commissione europea dopo l’istruttoria del Garante della Privacy per la policy introdotta su WhatsApp a fine agosto che prevede la messa a disposizione di Facebook di alcune informazioni riguardanti gli account dei singoli utenti, anche per finalità di marketing.

Fonte: Federprivacy

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