Il Garante della privacy ha ribadito che il datore di lavoro non può accedere in maniera indiscriminata alla posta elettronica o ai dati personali contenuti negli smartphone in dotazione al personale.

L’Autorità ha affermato che il datore di lavoro, pur avendo la facoltà di verificare l’esatto adempimento della prestazione professionale ed il corretto utilizzo degli strumenti di lavoro da parte dei dipendenti, deve in ogni caso salvaguardarne la libertà e la dignità, attenendosi ai limiti previsti dalla normativa.
La disciplina in materia di controlli a distanza, infatti, non consente di effettuare  attività idonee a realizzare, anche indirettamente, il controllo massivo, prolungato e indiscriminato dell’attività del lavoratore.

I lavoratori, poi, devono essere sempre informati in modo chiaro e dettagliato sulle modalità di utilizzo degli strumenti aziendali ed eventuali verifiche.

Il caso.

Un dipendente si era rivolto al Garante denunciando un illegittimo  trattamento dei suoi dati personali effettuato da una multinazionale, che avrebbe acquisito informazioni anche private contenute nella e-mail e nel telefono aziendale, sia durante il rapporto professionale sia dopo il suo licenziamento.

L’Autorità ha riscontrato numerose irregolarità a livello di informativa e di terminii di conservazione della corrispondenza.

Era, inoltre, attiva una procedura che consentiva al datore di lavoro di accedere al contenuto dei messaggi che, in linea con la policy aziendale, potevano avere anche carattere privato.

Il titolare poteva, inoltre, accedere da remoto alle informazioni contenute negli smartphone in dotazione ai dipendenti – non solo per attività di manutenzione – copiarle o cancellarle, comunicarle a terzi violando i principi di liceità, necessità, pertinenza e non eccedenza del trattamento.

Le caselle e-mail venivano mantenute attive fino a sei mesi dopo la cessazione del contratto, senza però dare agli ex dipendenti la possibilità di consultarle o, comunque, senza informare i mittenti che le lettere non sarebbero state visionate dai legittimi destinatari ma da altri soggetti.

Leggi anche

Cybersicurezza UE: il 40% delle minacce è un ransomware

Il Threat Landscape 2026 fotografa un panorama di minacce sempre più interconnesso Secondo il report pubblicato da ENISA il ransomware ha rappresentato il 40% degli eventi registrati, seguito dalle violazioni dei dati (31%) e dalle frodi (19%).Un dato che evidenzia come la criminalità informatica resti la principale minaccia, ma con una crescente sovrapposizione tra attori […]

Open Data e servizio RTD: opportunità e esempi

I dati aperti come motore di innovazione e sviluppo per il territorio Ogni giorno, la Pubblica Amministrazione italiana genera una mole enorme di informazioni riguardanti servizi, risorse e performance territoriali. Pubblicare e valorizzare i dati pubblici significa aprire le porte a nuove analisi, favorire una programmazione strategica più precisa e permettere a cittadini, imprese e […]

MIMIT Voucher Cloud 2026: da oggi 20 ottobre aperte le candidature

Apertura dei termini per il Voucher Cloud MIMIT: opportunità di digitalizzazione per PMI e liberi professionisti A partire dalle ore 12:00 di oggi, 20 ottobre 2026, sono ufficialmente aperti i termini per la presentazione delle domande di finanziamento relative al Voucher Cloud MIMIT. L’iniziativa, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e […]