La sicurezza digitale non è più un affare solo interno: il report ENISA e Federprivacy mettono in guardia sulle vulnerabilità della catena di fornitura

L’ultimo report di ENISA (European Union Agency for Cybersecurity) e l’analisi di Federprivacy convergono su un punto cruciale: nell’era della digitalizzazione, la sicurezza di un’organizzazione non dipende più solo dalle proprie difese, ma anche da quelle dei fornitori con cui collabora. Un singolo anello debole nella catena di fornitura può compromettere interi ecosistemi, con ripercussioni che vanno ben oltre i confini aziendali.

Il documento di ENISA, intitolato “Exploring the evolution of the cyber threat landscape: How dependencies weaken our digital resilience”, evidenzia come la crescente interconnessione tra sistemi, servizi cloud e partner esterni stia ampliando in modo esponenziale la superficie di attacco.
Un fenomeno che non riguarda solo la tenuta delle infrastrutture IT, ma anche la compliance normativa e la protezione dei dati personali.

Il quadro delle minacce: ransomware, geopolitica e attacchi alla Pubblica Amministrazione

Secondo l’analisi di ENISA, i rischi cyber più pressanti nel 2024 si concentrano su tre fronti principali:

– Ransomware: continua a essere la minaccia con il maggiore impatto operativo ed economico a breve termine. Gli attacchi si fanno sempre più sofisticati, con richieste di riscatto in aumento e tempi di fermo prolungati.
– Tensioni geopolitiche: gruppi hacktivist e attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) prendono di mira servizi essenziali, sfruttando le instabilità internazionali per destabilizzare infrastrutture critiche.
– Pubblica Amministrazione nel mirino: il settore pubblico rimane uno dei target preferiti dagli attaccanti, spesso utilizzato come trampolino per accedere a reti più ampie e a dati sensibili.


Effetto domino: la sicurezza della catena di fornitura è la nuova frontiera della cybersecurity

Il vero cambio di paradigma, secondo il report, è rappresentato dalla Supply Chain Cybersecurity.
Anche le organizzazioni con elevati standard interni di sicurezza possono essere vulnerabili se un fornitore di servizi cloud, un software integrato o un partner esterno subisce una violazione.

Un singolo incidente può propagarsi a cascata, coinvolgendo decine di aziende e enti pubblici.

Questo fenomeno non è più un’ipotesi remota: basti pensare a casi recenti in cui una vulnerabilità in un software di terze parti ha portato a violazioni di dati su larga scala, con conseguenti sanzioni per mancata compliance al GDPR.

Privacy e compliance: il ruolo della Data Governance

La sicurezza informatica e la protezione dei dati personali sono ormai indissolubilmente legate. Il report sottolinea come la normativa europea imponga alle organizzazioni di adottare un approccio proattivo:

– Gestione dei Responsabili del Trattamento (Art. 28 GDPR): la scelta dei fornitori non può limitarsi a verifiche formali. È fondamentale valutare la resilienza cibernetica dei soggetti terzi che trattano dati per conto del titolare.
– Obbligo di notifica delle violazioni (Data Breach): una vulnerabilità nella catena di fornitura aumenta il rischio di violazioni di dati personali, rendendo ancora più stringenti i tempi di risposta per le notifiche al Garante e agli interessati.
– Sinergia con la Direttiva NIS2 e la normativa UE: i nuovi quadri regolatori richiedono una gestione attiva del rischio di terze parti (Third-Party Risk Management), integrando i requisiti di sicurezza con i principi della Privacy by Design e by Default.

Le azioni strategiche per mitigare i rischi

Per affrontare queste sfide, le organizzazioni devono adottare un approccio basato sulla prevenzione e sulla gestione attiva dei rischi. Ecco le raccomandazioni chiave:

– Mappatura completa degli asset e delle terze parti: catalogare tutti i software, i servizi cloud e le integrazioni API in uso per identificare eventuali punti deboli.
– Audit e Continuous Monitoring dei fornitori: introdurre clausole contrattuali di sicurezza stringenti e verificare periodicamente lo stato di postura informatica dei terzi.
– Piani di Incident Response integrati: testare scenari di ripristino (Business Continuity) ipotizzando il blocco o la compromissione di un fornitore critico.
– Formazione continua e cultura della sicurezza: mantenere elevata l’attenzione sulle tecniche di ingegneria sociale e phishing, tra le principali cause di compromissione delle credenziali aziendali.

Conclusioni: la sicurezza è un impegno collettivo

Per aiutare aziende e Pubbliche Amministrazioni a proteggersi dai rischi informatici legati alla catena di fornitura e dalle minacce cyber più diffuse (come il ransomware), ActaInfo propone diversi percorsi formativi pratici ed essenziali sulla piattaforma Actafad.

Vuoi saperne di più?

Per ulteriori informazioni contatta il team di Actainfo al seguente link: https://www.actainfo.it/contatti

Fonte: Federprivacy, Enisa

Elaborato da intelligenza artificiale ActyAI
https://www.actyai.it/
supervisionato da Redazione Actainfo

Servizio Secure Plus MDR Bitdefender Partner Actainfo

Il Managed Detection and Response – MDR – è un servizio di sicurezza informatica che combina esperti di sicurezza umani e tecnologie avanzate per monitorare, rilevare, analizzare e rispondere proattivamente alle minacce informatiche per un’organizzazione. MDR offre un servizio di sicurezza gestito 24/7.

 

 

Actaprivacy software cloud saas qualificato da ACN per l'adempimento del GDPR

Logo-ACN.png Per l’attuazione degli obblighi richiesti dal nuovo Regolamento UE Software cloud saas ActaPrivacy per la gestione degli adempimenti previsti per la protezione dei dati personali dal GDPR 2016/679.

 

 

ACTAINFO PNRR

Misura 1.4.1: SPORTELLO DIGITALE e SITI WEB per Servizi digitali Pacchetto Cittadino Informato e Cittadino Attivo.
Misura 1.2: Migrazione servizi in CLOUD.
Misura 1.4.3: PagoPA, App IO.
Misura 1.4.4: SPID, CIE

 

 

Leggi anche

Actainfo con Bitdefender e Aruba per una cybersecurity sovrana Europea

Bitdefender-Aruba

Bitdefender, azienda europea leader nella cybersecurity, e Aruba S.p.A., uno dei principali operatori italiani nei servizi IT, cloud e data center, hanno annunciato una partnership strategica per ospitare la piattaforma di cybersecurity Bitdefender GravityZone sull’infrastruttura cloud di Aruba. L’accordo mira a offrire un modello di sicurezza dei dati completamente europeo, garantendo che tutte le informazioni […]

Privacy e sicurezza dei dati: i sistemi biometrici di rilevazione presenze nel mirino di ACN e Garante Privacy

Allarme sicurezza dei dati e privacy: vulnerabilità nei software di tracciamento presenze e rischi dei dati biometrici L’adozione di soluzioni tecnologiche per il tracciamento delle presenze aziendali richiede oggi una valutazione attenta. Non ci si può limitare alla tutela dei dati personali ma la valutazione deve estendersi anche alla sicurezza delle infrastrutture di rete. L’allarme […]

AI europea: intesa di 19 Paesi per la sovranità digitale

19 Paesi UE lanciano il primo progetto comune su Intelligenza Artificiale Diciannove Stati membri dell’Unione europea, tra cui l’Italia, hanno avviato il primo Important Project of Common European Interest (IPCEI) dedicato all’intelligenza artificiale. Coordinato dalla Germania, il progetto mira a sviluppare servizi decentralizzati e accessibili su scala continentale, con un focus su tecnologie AI, gestione […]