Le opportunità e i rischi connessi alla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale e cosa si può fare, sin da oggi, per conciliare sviluppo dell’AI – Artificial Intelligence – e tutela dei dati personali.

In questo video il Garante privacy italiano illustra gli assistenti digitali, il loro uso e il rischio collegato alla protezione dei dati personali individuali.

A proposito di Intelligenza artificiale, oggi in una conversazione intrattenuta con un mio cliente iniziata con l’importanza che ha, per la sua attività, avere i nominativi e i recapiti dei propri clienti per informarli sulle sue iniziative, mi ha confidato che il cittadino non rinuncerà mai ai vantaggi offerti dalle nuove tecnologie.

Ai vantaggi, che attualmente si possono giudicare anche limitati, tipo accendere ai robot per le pulizie da remoto, ascoltare i messaggi, regolare gli elettrodomestici e controllare la propria abitazione quando si è fuori casa, se ne aggiungeranno tanti altri che permetteranno di aumentare la qualità della vita.
E allora il problema sarà quello di prendere atto che alcuni dati non potranno mai essere protetti da nessuna disposizione o  automatismo e anche se lo  fossero sarebbero comunque disponibili sul web come, ultimo esempio, i Green Pass falsificati.

Il mondo delle imprese, secondo il mio cliente,  ha necessità di conoscere i dati personali di base per contattare gli utilizzatori e potenziali tali. Per metterli al corrente delle novità relative alle sue iniziative. Secondo lui, con idee che cerco di tradurre nel modo migliore, creando barriere enormi nella raccolta dei cosiddetti dati comuni identitari, si spinge il mondo produttivo a violare le regole della privacy per esigenze minimali e vitali. In pratica, secondo lui, si costruiscono o si cerca di costruire un apparato difensivo che spinge verso il crimine comune e non si proteggono adeguatamente i dati importanti sulla salute e sugli aspetti morali e interiori del cittadino sulla cui protezione stringente, tutti sarebbero d’accordo.

A suo dire, in questa situazione le imprese riverseranno investimenti ed energie nel trovare sistemi per ottenere i dati vitali, di cui ha bisogno, in una economia che si basa sulla concorrenza e oggi, ancor più, sulla velocità della diffusione delle proprie proposte.

In questo scenario le imprese, chiamiamole anche Big Tech, avranno sempre la meglio in quanto avranno la necessità e mezzi per  studiare sistemi di raccolta dei dati identificativi nel cui costo inseriranno anche quello delle sanzioni che quindi saranno pagate dal cittadino consumatore di beni e servizi.
E così, Secondo lui, l’intelligenza artificiale e i dispositivi che la diffondono saranno programmati per raccogliere dati  che normalmente potrebbero avere a disposizione e non limitate in funzioni ben piu’ invasive.
A suo parere,  un altro fattore fondamentale da considerare è quello di prendere atto che la legge si muove sempre dopo che il fatto criminoso è stato compiuto.
E’ un classico che la polizia arrivi sempre  dopo che il reato è stato consumato. E la sanzione per il l crimine informatico compiuto non va a risarcire il derubato.
Pertanto, i crimini lievi, in ambito privacy, quali la sottrazione di un nome di un cognome, di un numero di telefono non può costituire soltanto la motivazione per emettere sanzioni milionarie di cui il derubato non beneficerà mai ma che anzi aumenteranno i suoi costi di gestione per i servizi che gli dovranno essere resi da Google, Facebook, Microsoft, Amazon, Apple, Alibaba, TIM, Vodafone, Wind, Iliad, Sky, Mediaset, ecc.. Molti e più dati personali, secondo lui,  vengono impunemente scaricati dai data base di enti, società, banche e venduti su Internet.

Purtroppo il tempo era passato e abbiamo dovuto interrompere la nostra conversazione. Sono, però,  curioso di sapere dal mio cliente se vi potrebbero essere eventuali soluzioni per una Intelligenza artificiale al servizio e non a danno del cittadino anche se mi sembra di intuire qualcosa dai concetti che ha espresso e mi è sembrato doveroso, per lui, condividere.

Buona visione

Dott. Igino Addari
DPO

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